Mercoledi, 17 ottobre 2018
Regione Toscana

Edilizia Residenziale Pubblica: qual è la situazione, oggi?

Gli alloggi Erp attualmente sfitti rappresentano il 3,3% del totale e ammontano a 1.623 unità.
Vari sono i motivi per cui non sono affittati: nel 29% dei casi (470 unità) si è in attesa del finanziamento necessario per la manutenzione, nel 33% vi è una manutenzione in corso (365 unità), oppure finanziati ma non ancora iniziati (170 unità).
Dopo gli ultimi bandi emessi dai Comuni toscani, sono state presentate in tutto 29.371 domande, di cui 25.460 ammesse (86,7%). Le domande provenienti da stranieri rappresentano oltre il 40% del totale.
Comuni e Società di gestione
Nelle varie provincie i comuni si sono consorziati formando Societa per azioni con il compito di amministrae gli alloggi con maggiore agilità e rapidità. 
Definiamo i ruoli, innanzitutto. Per fare un esempio: i comuni della provincia di Firenze e Casa S.p.A. (la Società consortile) hanno ovviamente competenze diverse.
Si può dire che il Comune (come proprietario e come ente che dà il servizio casa) si occupa di “chi” deve avere la casa (quindi: assegnazioni, cambi di alloggio, eventuali vendite, decadenze, lotta all’abusivismo).
Casa S.p.A. (il soggetto  amministratore-gestore del patrimonio comunale) invece si occupa del “come” si abita nelle case popolari (quindi: contratto di locazione, calcolo del canone, fornitura servizi comuni, autorizzazioni, manutenzioni, controllo sul rispetto del contratto, morosità). Casa S.p.A. riscuote il compenso stabilito per la gestione del patrimonio dai Comuni (oggi il compenso ammonta a circa € 28,00 al mese per alloggio), e una percentuale di compenso per la progettazione e direzione degli interventi di costruzione e manutenzione straordinaria del patrimonio pubblico.
Tutte le assegnazioni sono quindi effettuate esclusivamente dai Comuni, secondo l’ordine dato dalle graduatorie predisposte a seguito di bandi pubblici.
Dopo le modifiche della LRT 96/1996 con la nuova LRT 41/2015 i Comuni (riuniti in ambito LODE) hanno maggiori poteri nel determinare le procedure di bando e di assegnazione, che possono definire con proprio regolamento.
Si tratterà però sempre di procedure pubbliche e trasparenti, con possibilità per gli aspiranti assegnatari di far valere le proprie ragioni.
La graduatoria viene fatta sulla base delle domande presentate dai richiedenti gli alloggi, che devono avere i requisiti indicati dalla Legge Regionale 96/1996, come recentemente modificata con la LRT 41/2015. Quest’ultima ha aumentato il peso del radicamento territoriale del richiedente: per entrare in graduatoria bisogna dimostrare una permanenza di almeno 5 anni nel territorio regionale.
Vi è, poi, un impegno forte ad escludere i possessori di beni mobili di valore superiore ai 25.000 euro (a meno che non siano macchine utili alla produzione di reddito) o di altri immobili (idem come sopra).
E’ inoltre prevista l’esclusione per chi ha partecipato ad occupazioni abusive di beni pubblici o privati durante gli ultimi 5 anni.
Sarà obbligatorio presentare il modello ISEE familiare, come strumento di misurazione delle condizioni economiche per l’accesso alle prestazioni sociali e quindi anche per l’assegnazione degli alloggi. Il suo attuale livello (16.500 euro) è però considerato decisamente penalizzante (troppo basso). La Regione pertanto ne ha congelato la presentazione per un anno, in attesa di valutarne la percorribilità. Per un altro anno, quindi si ricorrerà alla vecchia dichiarazione dei redditi.
Avranno via d’accesso preferenziale i nuclei familiari con anziani e/o disabili.
Sulla base di tutto ciò saranno stabiliti punteggi e graduatorie, come stabilito dalla legge. Queste avranno importanza sempre maggiore: sono previsti crediti aggiuntivi per chi è in graduatoria da almeno 4 anni e per chi risiede nel territorio da oltre 10 anni. 
Il canone minimo dell’alloggio aumenta.
Da 12.40 euro a 40 euro mensili. Nel sistema della legge regionale toscana, comunque, il dato più importante per calcolare il canone di locazione è il reddito familiare. Sono previste quattro fasce.
Fascia S (c.d. fascia Sociale): utenti che hanno reddito da lavoro dipendente o da pensione la cui somma non supera il limite di due pensioni minime INPS.
Fascia P (c.d. fascia Protetta 1): utenti il cui reddito convenzionale annuo non è superiore a € 16.000,00.
Fascia Q (c.d. fascia Protetta 2): utenti i cui redditi, calcolati come sopra, siano compresi tra € 16.000,00 e € 28.000,00.
Fascia M (c.d. fascia massima): vutenti i cui redditi, calcolati come sopra, siano superiori a  € 28.000,00.
Dopo anni di stop, la legge rende di nuovo possibile l'acquisto (per chi lo desidera e lo può fare) dell'alloggio E.R.P. in cui risiede a condizioni di favore.
La legge regionale permette altresì agli affittuari di partecipare attivamente alla gestione degli alloggi e di apportare le modifiche (o i restauri) consentite in maniera solidale, collaborando tra di loro. Sempre con la supervisione e la consulenza dell'azienda di gestione.