Venerdi, 20 aprile 2018
Regione Toscana

Conservatori toscani aderiscono a mobilitazione per la difesa studio della musica

I conservatori statali e non statali di tutto il Paese hanno già espresso con un documento comune al Ministero della pubblica istruzione e università la loro grande preoccupazione per la situazione del sistema dell'alta formazione musicale in Italia. In particolare viene lamentato il blocco del processo di riforma del sistema avviato sedici anni fa, cui si accompagna una grave carenza di risorse pubbliche accanto alla mancanza di interlocuzione con il sistema istituzionale per dare certezze nella programmazione.

Anche le quattro strutture toscane di alta formazione musicale ( il conservatorio statale Luigi Cherubini di Firenze e i conservatori non statali Pietro Mascagni di Livorno, Luigi Boccherini di Lucca e Rinaldo Franci di Siena di cui la Regione sostiene da tempo la richiesta di statalizzazione per superare la dipendenza da bilanci di enti locali sempre meno dotati di risorse e i rischi di chiusura ) denunciano "il persistere di un'assenza di progettualità politica e culturale che riguarda il sistema formativo in un contesto di una costante sottovalutazione di fatto del valore della musica nell'intero contesto culturale e sociale complessivo del paese".

Una valutazione del tutto condivisa dalla vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni, che insieme ai rappresentanti dei quattro conservatori toscani ha illustrato i contenuti delle richieste e della protesta organizzata unitariamente. Una giornata nazionale di mobilitazione "gentile", con iniziative e attività musicali in ogni istituto e su tutto il territorio per coinvolgere le cittadinanze su un problema che riguarda 2mila giovani artisti avviati a rappresentare l'Italia nel mondo attraverso la musica; proprio come la chitarrista Livia Bausi che ha suonato, aprendo l'incontro con la stampa, l'Introduzione e variazioni su l'aria ‘O cara armonia' di Fernando Sor dall'opera il Flauto magico di Mozart.