Venerdi, 19 ottobre 2018
Regione Toscana

Smog. Che aria tira in Toscana?

Rispetto a dicembre scorso c’è stato un netto miglioramento. Ma non tale da dormire sonni tranquilli.
D’altronde, al di là di tanti stratagemmi e risorse profuse, se non piove e fa bel tempo (alta pressione) con poco vento, la situazione è destinata a peggiorare. Sempre.

E, d'altronde, lo smog non lo si lava via con la pioggia né lo si soffia via con il vento. Da qualche parte si va a posare. Sempre. Ne sanno qualcosa gli alberi dell'Appennino, fradici di piogge acide.

Ma spieghiamo come funziona tutta la faccenda.
Sul territorio regionale l’Agenzia regionale per la Protezione ambientale toscana (l’ARPAT) ha disseminato, in luoghi ad hoc, 33 centraline altamente sofisticate, capaci di “respirare” l’aria circostante e di analizzarne la qualità con grandissima precisione.
I dati raccolti ed esaminati da ARPAT vengono girati alla Regione consigliando un piano d’azione in caso di inquinamento certificato.
L’inquinamento è dato, per convenzione, dalla maggiore o minore concentrazione di Pm10 (Particolato, particelle di diametro = 10 millesimi di millimetro) nell’aria: se le centraline predisposte sul territorio regionale registrano sforamenti oltre i 50 Pm10/al mc per periodi prolungati si deve correre ai ripari. E non dimentichiamoci dei Pm2,5, particolatpo ancora più sottile e quindi ancora più penetrante, e di difficile controllo.
E’ la legge statale che lo impone: sforamento per oltre 15 gg. consecutivi? Scatta l’allarme e i Comuni della zona in cui questo avviene sono invitati a prendere provvedimenti. Sforamento per oltre 35 gg. consecutivi? Ecco che scatta l’obbligo perentorio di intervento.
E’ quanto accaduto ripetutamente a dicembre 2015, rendendo irrespirabile l’aria di parecchie zone del Paese e della Toscana in particolare.
Il 30 dicembre il Ministro dell’Ambiente ha convocato gli Assessori all’Ambiente delle regioni italiane, l’ANCI (l’Associazione dei Comuni italiani) e gli enti adibiti al controllo (come l’ARPAT) sollecitando provvedimenti e stanziando risorse.
Facciamo un passo indietro. Si è parlato di legge dello Stato, ma dobbiamo ricordare che  c’è una legge regionale che ha recepito la legge statale: è la n. 9 del 2010.
A seguito dell’incontro (che definiremmo drammatico) del 30 dicembre u.s., l'assessore all'Ambiente della Regione Toscana ha sottoposto, l’8 febbraio, al Consiglio regionale, alcune modifiche importanti.

Nuove norme antismog, la giunta approva la proposta di legge

Ad esempio si deve superare il concetto del cosiddetto “capodanno del clima”: la legge consentiva, l’1 gennaio, di azzerare il computo dei giorni di sforamento consecutivi; così, se il 30 dicembre si avevano già 30 giorni di smog, dal primo di gennaio se ne potevano avere altri 35 senza adottare costose e fastidiose manovre di contrasto.
Una assurdità in parte già superata dal buon senso di diversi amministratori locali. Ora, comunque, non più possibile.
L’allarme ci sarà anche dopo solo 7 gg. di sforamento, sarà così possibile attivare i Piani di Azione Comunali (PAC) con maggiore prontezza.
Le modifiche riguardano anche e soprattutto il raccordo tra Regione, Enti di controllo dell’aria e del traffico e Comuni interessati al fenomeno inquinante. Il monitoraggio della situazione sarà appannaggio di un centro che avrà il compito di armonizzare i PAC.
Va detto che in Toscana i Comuni interessati dalla vigilanza delle centraline sono 62, di cui oltre 50  ammessi ad attivare interventi urgenti. (50 Comuni = 50 PAC da coordinare!)
E poi si dovranno gestire i denari che il Governo ha stanziato per promuovere politiche di snellimento del Trasporto Pubblico Locale e del trasporto commerciale tout court. Si parla addirittura di ripotenziare il trasporto merci su rotaia (il buon, vecchio treno-merci)
Sarà, ma la vedo dura…
Chi avesse curiosità di controllare personalmente l’inquinamento in Toscana può affacciarsi sul sito web dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAT):    www.arpat.toscana.it