Venerdi, 19 ottobre 2018
Regione Toscana

Extravergine d'oliva. Come scansare le truffe

Una frode bella e buona. La notizia ha colpito moltissimo, in Toscana (una delle aziende coinvolte è di Firenze, fra l’altro).
La qualità dell’olio toscano è indiscutibile e molto protetta da certificazioni e controcertificazioni, ma tutte le sicurezze hanno dovuto subire un inevitabile scossone..
Ricapitoliamo: cosa contraddistingue un olio extravergine da un olio semplicemente vergine?
Essenzialmente il grado di acidità del prodotto (che non è il “pizzichino” che si avverte sulla lingua, ma ha attinenza alla maggiore o minore presenza di acidi grassi nella sua composizione). Se questa acidità e inferiore o uguale al coefficiente 0,8 si parla di olio extravergine. Dallo  0,8 al 2,0 si parla di olio semplicemente vergine.
Poi anche il metodo di spremitura che deve essere rigorosamente meccanico.
La chimica non deve comparire, neppure per scherzo, nel processo di produzione.
La presenza di estrazione grazie a solventi chimici definisce altri tipi di olio, di caratteristiche inferiori (cfr. l’olio di sansa)
E’ importante che venga riportato in etichetta:
il luogo di produzione delle olive;
il luogo di produzione dell’olio;
le modalità di produzione dello stesso, presso il frantoio;
la provenienza delle olive, che possono variare moltissimo il profumo e il sapore del prodotto finito.
Quest’ultimo dato è importante perché, ai fini della qualità, è necessario che intervenga il minor tempo possibile tra raccolta delle olive e la loro frangitura (non più di 48 ore).
Quindi, se il luogo di produzione del frutto insiste nella stessa zona della frangitura è lecito aspettarsi tempi di attesa più bassi e quindi una qualità superiore.
Naturalmente olive, anche ottime, che provengono da altre regioni, se non addirittura altri stati del bacino mediterraneo, saranno frante con tempi molto rilassati a causa dei tempi di trasporto e con conseguente qualità inferiore.
Ricordiamo che in Toscana, in particolare a questo proposito, sono presenti le certificazioni DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Iscrizione Geografica Protetta) che assumono un significato importantissimo per garantire la provenienza del prodotto.
Tutto dovrebbe essere indicato in etichetta. E questa deve essere attentissimamente consultata dai consumatori: si deve leggere purtroppo anche quello che non è espressamente indicato o che è ignorato.
E ciò che non torna deve essere denunciato. Questo è uno di quei casi in cui i consumatori si devono fare parte diligente e fautori del primo controllo del prodotto.
Più semplicemente che deve fare un consumatore?
La prima cosa è guardare il prezzo. Difficile che un olio extravergine buono costi meno di 9 euro. Sarebbe un miracolo. Dispiace dirlo.
Un metodo di scelta che ha subito una grande impennata negli ultimi anni è farsi clienti di piccoli produttori locali: c’è l’assaggio garantito! E poi se le cose non tornano si fa alla svelta a trovare il colpevole!
Per saperne di più: http://www.regione.toscana.it e cercare nell’area di ricerca, in alto a destra: olio extravergine toscano Igp e Dop