Mercoledi, 12 dicembre 2018
Regione Toscana

Contraffazione, un mercato che vale miliardi: sul web attenzione ai domini come .sport e .market

La contraffazione mondiale ammonta a circa 1.000-1.300 miliardi di euro l’anno. E l’Europa è uno dei mercati principali per la destinazione di merci taroccate. Parliamo di cifre che danno la misura di un vero allarme sociale, anche perché il giro d’affari della contraffazione è quasi tutto in mano alla criminalità organizzata, che ci vede meno rischi e più vantaggi economici rispetto ad altri traffici. Basti pensare che un euro speso nel traffico di eroina ne rende 2.700, mentre un euro speso nella contraffazione di farmaci ha un vantaggio economico di 500.000 euro.

Il principale paese d’origine è la Cina, da cui provengono oltre i due terzi delle merci contraffatte che circolano in Europa. Ma ci sono molti altri Paesi produttori di falsi: l’India per i prodotti farmaceutici, l’Egitto per i prodotti alimentari, la Turchia per profumi e cosmetici. La merce taroccata generalmente arriva in Europa transitando attraverso l’Egitto, Hong Kong, Marocco, Singapore e gli Emirati Arabi Uniti. Una parte delle merci contraffatte viene, tuttavia, prodotta direttamente nei Paesi europei.

Un fattore importante per la distribuzione e la vendita delle merci contraffatte è l’e-commerce, anche grazie all’introduzione dei nuovi “generic Top level Domains” come .sport, .fashion, .market ecc. che possono confondere i consumatori circa la reale provenienza della merce, inducendoli ad acquistare online – talora consapevolmente, talora no – merci contraffatte.

E-commerce, attenti a quei siti (Helpconsumatori.it)

I prodotti da taroccare non mancano mai: dai cosmetici all’agroalimentare, dall’abbigliamento ai giocattoli, dai prodotti elettronici ai pezzi di ricambio automobilistici, il mercato della pirateria non va mai in crisi. Ma la vera nuova frontiera sono i farmaci: da quelli di marca ai generici, dai farmaci salvavita ai dispositivi medici, il fenomeno ha ormai raggiunto proporzioni tali da rappresentare un grave problema di salute pubblica, oltre che un ingente danno economico.

Fino a qualche anno fa ne erano coinvolti quasi esclusivamente i Paesi in via di sviluppo, ma oggi questo mercato è arrivato anche da noi. L’Europa, in particolare la Svizzera, sta diventando una piattaforma importante di questo gigantesco affare illecito e pericoloso. Basta ricordare l’enorme sequestro avvenuto all’aeroporto di Zurigo di un milione di campioni di falso Xanax, uno degli ansiolitici più diffusi, destinati all’Egitto. Ma l’Italia non è da meno. Ad esempio quest’anno, nell’ambito dei controlli transfrontalieri svolti per la campagna “Estate tranquilla”, i Nas hanno sequestrato 342mila confezioni di siringhe sterili monouso, prive della marcatura CE e con marchio di qualità falsificato, e 60mila confezioni di farmaci contraffatti in transito al porto di Bari. In totale, dispositivi medici e farmaci dal valore di circa 730 mila euro.

E come succede per gli altri prodotti, anche per i farmaci contraffatti Internet rappresenta un’enorme possibilità di vendita: si è cercato, di recente, di mettere un freno al proliferare di false farmacie online, con la direttiva comunitaria 2011/62 secondo cui è permessa la vendita sul web soltanto dei farmaci senza ricetta e solo da parte delle farmacie autorizzate, che sono tracciate e identificabili. C’è poi la possibilità per il Ministero, attraverso la collaborazione con i Nas, di individuare e bloccare i portali che vendono farmaci illecitamente.

Un passo in avanti verso la lotta alla contraffazione dei farmaci è stato fatto con l’approvazione, da parte della Commissione Europea, degli Atti Delegati in merito ai requisiti di sicurezza presenti sulle confezioni dei medicinali per uso umano. Atti che implementano alcuni dei requisiti della Direttiva 2011/62/UE sui Medicinali Contraffatti (FMD-Falsified Medicines Directive), nata con l’intento di combattere contraffazione, ricettazione, e medicinali scaduti. La bozza di legge era stata pubblicata ad agosto ed è stata adottata qualche giorno fa. Da quando gli Atti Delegati saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, gli Stati membri avranno 3 anni di tempo per adeguarsi.

La FMD prevede che tutti i farmaci abbiano un codice unico, a barre 2D serializzato per essere identificati, un dispositivo anti-manomissione sull’imballaggio esterno, e un sistema per verificare il codice unico nel punto di erogazione. Questo meccanismo rappresenta una reale opportunità per evitare che i medicinali contraffatti, scaduti e prodotti richiamati possano arrivare nelle mani dei pazienti in tutta Europa. Il documento sarà applicato a tutti gli Stati membri dell’Ue, tranne Italia, Belgio e Grecia che dispongono già di un sistema di serializzazione, così come ai paesi dello Spazio economico europeo (SEE), come Norvegia, Islanda, Liechtenstein più la Svizzera. Le misure adottate nel corso dei prossimi mesi dalle case farmaceutiche e dalle Associazioni connesse sono di vitale importanza per il successo della Direttiva Europea sui farmaci contraffatti.