Domenica, 16 dicembre 2018
Regione Toscana

Sanità, rimborsi per visite non disdette e liste d'attesa

Oggi ci occupiamo di sanità, in particolare dei pagamenti che le Asl richiedono ai cittadini che prenotano un esame o una visita specialistica e poi non si presentano all'appuntamento. Si tratta di una prassi ormai consolidata. Ma diversamente da prima, quando il rimborso veniva richiesto due o tre anni dopo - basti pensare che l'Asl di Firenze sta ancora recuperando i crediti di 30mila prestazioni saltate tra il 2010 e il 2012 - la procedura è stata modificata e i crediti saranno recuperati quadrimestre per quadrimestre. A Firenze e provincia sono già partite le lettere per oltre 12mila prestazioni non disdette nei primi 4 mesi del 2015. Questa procedura ordinaria è affiancata da un'altra modalità di recupero crediti, chiamata "fast", per le prestazioni più richieste, vale a dire quelle per cui le liste d'attesa sono più lunghe: mammografie, risonanze magnetiche, ecodoppler. In questi casi l'avviso bonario di pagamento arriva a casa entro un mese dall'esame mancato, e sono già partite le lettere relative a esami non effettuati tra la fine di agosto e il 20 di settembre.

La procedura è stabilita dalla delibera 143 del 2006 della Regione Toscana. Chi deve disdire o rimandare un appuntamento già preso per un esame o una visita specialistica deve farlo con almeno 48 ore di anticipo, indipendentemente dal tempo di attesa previsto. La disdetta va comunicata alla propria Asl e si può fare per telefono o tramite e-mail; i numeri da chiamare e tutti i contatti sono indicati nel foglio rilasciato al momento della prenotazione. L'operatore fornirà un codice, il numero di annullamento della prestazione, che va conservato per almeno 12 mesi per eventuali controlli successivi.

Se invece la visita non viene disdetta, o anche se si telefona troppo tardi (per esempio il giorno prima), dovrà essere pagata una penale equivalente al ticket previsto per quella prestazione. Il pagamento della penale è richiesto anche ai cittadini esenti, che non avrebbero dovuto pagare niente se si fossero presentati alla visita o all'esame.

Il recupero crediti parte con un primo avviso bonario di pagamento. Se l'interessato non risponde la Asl invia una lettera con richiesta di presentazione per la contestazione agli uffici amministrativi. Se anche questa non trova esito il debito si trasforma in cartella esattoriale, che seguirà la trafila analoga delle multe non pagate e dei tributi non versati nei tempi richiesti.

Liste d'attesa

La Regione, nella stessa delibera 143/2006, prevede tempi massimi di attesa per l'erogazione di alcune prestazioni: 15 giorni per alcune prime visite specialistiche (cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorinoiaringoiatrica) e 30 giorni per alcuni esami di diagnostica. Se l'Asl non è in grado di erogare la prestazione entro questi tempi in almeno uno dei suoi presidi o dei presidi accreditati è previsto un bonus, un risarcimento economico di 25 euro per il cittadino. Per richiedere il risarcimento si deve presentare un modello che si può scaricare dal sito internet della propria Asl, da compilare con i propri dati e a cui allegare la fotocopia dell'impegnativa.

Sempre all'interno del piano per la riduzione delle liste di attesa, ad agosto del 2014 è stata approvata una delibera (la 694) che ridefinisce le modalità di accesso alle prestazioni ambulatoriali nell’ottica di contenere le liste di attesa. Tra le varie iniziative, finanziate con 10 milioni in tre anni, è stato istituito da febbraio il numero verde regionale 800 55 60 60, gratuito sia per i numeri fissi che per i cellulari e attivo 24 ore su 24: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 risponde un operatore; nelle altre fasce orarie, sabato, domenica e festivi, è in funzione un servizio di segreteria telefonica. Il servizio è rivolto a chi dispone già di una prenotazione (presa contattando il Cup della Asl) che però supera i tempi previsti dalla normativa regionale. In questi casi viene contattata l’azienda di riferimento che è obbligata a trovare una disponibilità per il cittadino nei tempi dovuti.

Il servizio è partito in via sperimentale su alcune prestazioni particolarmente critiche (ecografie all’addome, visita oculistica, cardiologica e neurologica) ed è stato esteso successivamente ad altre visite ed esami (tra cui RM encefalo, TC all’addome e TC al torace). Nei primi mesi di attività del numero verde sono state soddisfatte circa 600 richieste prevalentemente sulle ecografie, poche segnalazioni invece sono arrivate sulle visite, segno che probabilmente i lunghi tempi dipendono anche dalla scelta del cittadino di recarsi da un determinato specialista, scegliendo pertanto di aspettare.

E' chiaro che per ridurre le liste d'attesa è necessaria la collaborazione di tutti, a cominciare dal cittadino che deve disdire la prestazione nei tempi previsti.