Domenica, 11 aprile 2021
Regione Toscana

Caldaie, in vigore le nuove regole. Cosa cambia

Da qualche giorno c’è una novità importante in merito alle caldaie e gli impianti di riscaldamento. Sabato scorso sono entrate in vigore le nuove regole europee sugli standard di efficienza energetica per le caldaie e gli scaldabagni domestici. Sono le due direttive "Ecodesign" (Direttiva 2009/125/CE) ed "Efficienza Energetica" (Direttiva 2012/27/UE)

In pratica, da sabato possono essere immesse sul mercato solo caldaie a condensazione ed è scattato l'obbligo di etichettatura per consentire al consumatore di poter scegliere i prodotti più efficienti. Si tratta delle etichette già presenti su altri elettrodomestici, come frigoriferi e lavatrici, con un simbolo che varia da A+ a G.

Chi ha in casa una caldaia funzionante può stare tranquillo e non deve far niente, non c'è nessun obbligo di sostituire le vecchie caldaie con quelle a condensazione. L'obbligo riguarda esclusivamente i produttori e non comporta neanche il ritiro dal mercato delle caldaie di tipo tradizionale: per rivenditori ed installatori è possibile quindi esaurire le scorte di magazzino ed installarle se così chiede il cliente.

I controlli

Chi ha in casa una caldaia sa che deve effettuare dei controlli periodici. Bisogna distinguere tra la revisione dell’impianto e il controllo dell’efficienza energetica, la classica verifica dei fumi. La periodicità con cui deve essere eseguita la revisione della caldaia non segue regole univoche. La legge di riferimento è il DPR n. 74 del 2013, che dice soltanto che le operazioni di manutenzione ordinaria devono essere eseguite da ditte abilitate con la periodicità contenuta nelle istruzioni tecniche fornite dalla ditta che ha installato l’impianto. In pratica, per sapere quando va effettuata la revisione bisogna leggere le istruzioni d’uso dell’impianto che abbiamo in casa. In base alla tipologia di impianto e alla sua potenza, i controlli andranno fatti ogni anno o ogni 2 anni.

Il discorso cambia per il controllo dell’efficienza energetica, il classico controllo dei fumi della caldaia e del rendimento di combustione, che è disciplinato dalla legge. La Regione Toscana si è adeguata alle nuove norme nazionali col regolamento 25/R del 3 marzo 2015, che è andato a completare la legislazione nazionale introdotta con la legge 39 del 2005. Tra gli obiettivi del regolamento c'è anche quello dell'istituzione del catasto regionale degli impianti.

I controlli vanno fatti ogni 2 anni sugli impianti a combustibile liquido o solido con potenza inferiore a 100kw. Per gli impianti a gas metano o gpl, sempre di potenza inferiore a 100kw, il controllo deve essere biennale se l'impianto ha più di 8 anni o se è collocato in locali adibiti alla permanenza delle persone, ovvero in tutti i locali chiusi, interni o esterni all'abitazione. Per le caldaie esterne il controllo è quadriennale.

Per chi non rispetta questi termini sono previste multe da 500 a 3.000 euro che fanno seguito alle ispezioni condotte dagli enti locali incaricati ai sensi del regolamento regionale e della legge 10/91. L’esito dei controlli dovrà essere comunicato dal manutentore agli enti appositamente designati mediante l'invio del rapporto di efficienza energetica che il tecnico incaricato deve rilasciare in copia al cliente.

Riscaldamento centralizzato

Ma le novità non finiscono qui. Un altro cambiamento importante riguarda chi risiede in un condominio con un impianto di riscaldamento centralizzato. In questo caso si tratta dell'obbligo di installare impianti di termoregolazione e contabilizzazione del calore in ogni appartamento, previsto dal decreto legislativo 102/2014. In parole povere si tratta di dotare tutti i palazzi di dispositivi che rilevino i reali consumi degli appartamenti, come già avviene per gli impianti termosingoli. Fin qui tutto bene, il problema è che i lavori avranno un costo salato, compreso tra 1000 e 2000 euro. Per l'adeguamento in questo caso c'è tempo fino alla fine del 2016 ma molti amministratori stanno accelerando la pratica perché fino al 31 dicembre 2015 l'intervento può beneficiare di notevoli sgravi fiscali: il 60% se è coordinato con lavori alla centrale termica di riqualificazione energetica, il 50% se si tratta di manutenzione ordinaria o straordinaria in condominio. Dall'anno prossimo invece le agevolazioni fiscali scendono al 36%, a meno di nuovi interventi da parte del Parlamento.

Questi interventi, anche se costosi, produrranno comunque dei vantaggi: intanto serviranno a far mantenere la temperatura costante nei locali del conduttore, regolando manualmente l'afflusso di calore nei singoli ambienti, proprio come aviene per il termosingolo, e consentirà di imputare correttamente a ciascun condòmino il consumo di combustibile.