Lunedi, 26 ottobre 2020
Regione Toscana

Compro-oro, istruzioni per l'uso

Per far fronte alla crisi o magari semplicemente per avere un po’ di soldi da spendere in altre cose, sempre più persone si rivolgono ai tanti negozi “Compro oro” nati ormai dappertutto.

Ecco alcuni consigli per non incorrere in fregature.

- La prima cosa da considerare è il tipo di oggetto che si vuole vendere: per esempio, per le monete d’oro conviene rivolgersi a un antiquario o a un negozio per collezionisti, che potranno considerare anche il loro valore numismatico e non solo l’oro che contengono. Stesso discorso per gli orologi.

- Se ci si rivolge a un compro oro il consiglio è quello di non fermarsi al primo negozio ma di valutare almeno tre offerte, e solo a quel punto scegliere la migliore.

- Considerate che la sicurezza non è mai assoluta, ma per evitare le fregature assieme alla quotazione bisogna considerare altri aspetti. Il negoziante deve effettuare le procedure previste dalla legge: la registrazione dell’oggetto, la richiesta dei documenti d’identità, il modulo per la tutela della privacy del venditore.

- Attenzione al pagamento, che deve essere immediato: in contanti sotto i mille euro, con un assegno per cifre superiori, e in ogni caso con una ricevuta. Ovviamente è vietato il baratto con altri oggetti preziosi.
 
Una cosa che salta agli occhi è la quotazione, che spesso è diversa tra i vari negozi. Per stabilirla il riferimento è la valutazione ufficiale dell’oro, che si può vedere sulle pagine economiche dei vari quotidiani. Attualmente è di 39 euro. Una valutazione onesta è di circa il 20% in meno, ma poi entrano in gioco i caràti, cioè quanto oro “fino” è presente nell’oggetto. Da ciò deriva il cosiddetto titolo, la percentuale su cui si fa il calcolo finale del valore.

Normalmente in Italia si vede oro a 18 carati (titolo 750), ma se si è comprato un gioiello negli Stati Uniti o nell’Est europeo è probabile che sia a 14 carati, e il valore si riduce in proporzione. Poi ci sono molti oggetti a 9 carati (titolo 375), in vendita soprattutto nei centri commerciali, belli come gli altri ma più leggeri, e quando si rivendono si ottiene esattamente la metà. Attualmente una valutazione corretta per un anello o una catenina a 18 carati si aggira sui 25 euro al grammo.

Un altro problema è quello del peso, che è fondamentale perché ovviamente un grammo o un mezzo grammo fa la differenza sul prezzo finale. L’ideale sarebbe una pesatura preliminare e autonoma a casa ma non sempre è possibile, perché servono bilance da orafo, di grande precisione. Anche per questo aspetto andare in più negozi serve a sgombrare il campo da equivoci.