Sabato, 28 maggio 2022
Regione Toscana

Giovanisì, le azioni della Regione Toscana per l'occupazione giovanile

Nei giorni scorsi è stata annunciata l’istituzione della nuova Agenzia regionale per il lavoro. La novità si colloca nel quadro del passaggio di competenze legato al superamento delle Province, e la Toscana è la prima Regione a dare corso al riordino dei centri per l'impiego. E’ un passo importante per garantire la continuità nella gestione dei servizi, in una fase delicatissima per il mercato del lavoro.

All’Agenzia saranno attribuiti i servizi di collocamento, incontro fra domanda e offerta di lavoro, gestione delle politiche attive, interventi di prevenzione della disoccupazione, orientamento e obbligo formativo. I Centri per l'impiego ad oggi emanazione delle Province, diventano strutture periferiche dell'Agenzia regionale, una sorta di prima linea che risponderà direttamente ai cittadini e alle imprese, secondo una dislocazione che terrà conto dei sistemi economici locali. I centri potrebbero svolgere anche un ruolo nell’attività di formazione, ad oggi svolta dalle Province.
 
Centri per l’impiego: i dati
 
L'esperienza dei 56 Centri per l'impiego toscani è migliore rispetto ad altre realtà: il 20% dell'incontro fra domanda e offerta passa dai Centri mentre in Italia siamo al 4%. Nel complesso a partire dal 2009 le prese in carico degli utenti da parte dei CPI si attestano a oltre 4 milioni di cui quasi 650mila nel corso del 2014, corrispondenti a una media annua di circa 300mila persone.

I Servizi per il lavoro hanno saputo affrontare l’impatto enorme della crisi negli ultimi cinque anni, come mostra l’esperienza positiva nella gestione degli ammortizzatori sociali in deroga, che ha portato ad una concreta e innovativa applicazione del principio della condizionalità tra politiche attive e passive. In Toscana da luglio 2009 ad oggi si sono presentati agli sportelli dei centri per l’impiego oltre 87mila lavoratori beneficiari di ammortizzatori in deroga, ai quali sono state erogate quasi 651mila azioni di politica attiva, ovvero in media circa 7,5 azioni a lavoratore.

Nel 2010 e nel 2011 sono stati intervistati (Irpet, 2010, 2011) 4.700 soggetti che hanno ricevuto politiche attive in quanto beneficiari di ammortizzatori in deroga. Gli intervistati sono risultati complessivamente molto soddisfatti dei servizi erogati per quanto riguarda tutte le politiche che sono state loro offerte (informazione, accoglienza, consulenza orientativa, tirocini, percorsi formativi, libretto formativo e incontro domanda e offerta di lavoro).

Le principali azioni a sostegno dell’occupazione giovanile messe in campo dalla Regione Toscana

La Toscana è stata la prima regione in Italia e fra le prime in Europa a mettere al centro dell’agenda il tema delle politiche giovanili con il progetto Giovanisì, attivo dal 2011 e finanziato in gran parte con risorse europee.

Dal 2010 una legge regionale ha reso obbligatoria una retribuzione per i tirocini, cofinanziandola in larga parte con proprie risorse. Poi ci sono tutti gli interventi tesi a favorire l’autonomia e l’emancipazione dei giovani per orientarli e avvicinarli al mercato del lavoro: il servizio civile, gli incentivi occupazionali (a breve uscirà il nuovo bando per le imprese per l’assunzione di giovani laureati di età non superiore ai 35 anni), o ancora il sostegno all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, e il bonus casa.

In questo momento sono attivi i bandi per gli Spazi di coworking, una modalità di organizzazione del lavoro basata sulla condivisione di attrezzature, connessioni e spazi fisici. Sono previsti dei voucher dell’importo massimo di 2000 euro per giovani di età compresa tra 18 e 40 anni in possesso di partita Iva. Le domande si presentano a scadenza trimestrale, la prossima scadenza è il 27 febbraio.

Un'altra misura è il Fondo di garanzia per lavoratori non a tempo indeterminato, un prestito fino ad un massimo di € 15.000 a tassi agevolati. La gestione del Fondo è affidata al raggruppamento temporaneo di imprese ‘Toscana Muove’ e per accedere al Fondo bisogna rivolgersi direttamente alle banche aderenti all’iniziativa.

Poi c’è tutto il capitolo dell’apprendistato, su cui la Regione ha costituito il catalogo dell’offerta formativa regionale dell’apprendistato di alta formazione e ricerca.

Alcune di queste misure rientrano nel contesto del piano nazionale Garanzia Giovani. Il Piano è rivolto ai cosiddetti NEET, cioè i ragazzi tra i 15 e 29 anni che non studiano né lavorano. Bisogna iscriversi attraverso il form di registrazione della Regione Toscana oppure dal portale nazionale, e si sarà chiamati a un Centro per l’Impiego per un colloquio che favorisca l’ingresso nel mercato del lavoro, con percorsi di costruzione del curriculum e di autovalutazione delle esperienze e delle competenze.

Le misure attive su questo programma sono i tirocini, pagati 500 euro al mese, un bonus occupazione rivolto alle imprese che assumono, e nei giorni scorsi sono stati annunciati dei voucher per il sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità, su cui la Regione ha stanziato 1 milione e 500 mila euro per interventi di tipo informativo, orientamento, formazione e consulenze mirate.
E’ attiva anche la misura per favorire il Reinserimento di giovani in percorsi formativi (drop out) Target 15-18

Dal maggio scorso, nell’ambito di Garanzia Giovani i Centri per l'impiego hanno preso in carico 11.652 ragazzi: 3.774, il 32 per cento circa, hanno potuto inserirsi nel mercato del lavoro (2.088 grazie all'attivazione di tirocini, 1.245 con contratto a tempo determinato, 396 con contratto di apprendistato e 45 con contratto a tempo indeterminato).

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