Martedi, 13 novembre 2018
Regione Toscana

La Cassazione: Equitalia non può pignorare le prime case

La Corte di Cassazione, con la sentenza 19270/2014, ha stabilito che la norma che impedisce ad Equitalia di pignorare la prima casa è applicabile a tutti i procedimenti, compresi quelli avviati prima dell'entrata in vigore del Decreto del Fare.

Il divieto quindi è retroattivo, nonostante il parere del Ministero dell’Economia secondo cui la norma, entrata in vigore con il “Decreto del fare”, si sarebbe dovuta applicare ai pignoramenti avviati dopo il 21 giugno 2013.

La Corte di Cassazione ha invece esteso la non pignorabilità a tutti gli immobili soggetti ai procedimenti di Equitalia ancora in corso, con esclusione delle abitazioni accatastate come di lusso.

L’articolo 52 del d.l. n. 69/2013, noto come "Decreto del fare", è intervenuto a modificare l’articolo 76 del decreto presidenziale sulle espropriazioni immobiliari (D.P.R. n.602/1973), secondo questo principio: 

- “l’agente della riscossione: a) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso, (…) è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente”. 

Questa previsione, secondo la Cassazione, va intesa come un freno alle operazioni di esproprio da parte dell’agente responsabile della riscossione, e non già come un generico richiamo all’impignorabilità. Ragione per cui la sua validità è estesa anche in maniera retroattiva per gli atti in esecuzione.

Così, viene a stabilirsi in maniera definitiva e assoluta come, per gli atti che intendono reclamare la casa al contribuente in difficoltà col fisco, “l’azione esecutiva non può più proseguire e la trascrizione del pignoramento va cancellata, su ordine del giudice dell’esecuzione o per iniziativa dell’agente di riscossione”.