Domenica, 17 dicembre 2017
Regione Toscana

Spiaggia, istruzioni per l'uso

Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, si ripropone il problema dell’accesso libero al mare. Complice la riduzione dei tratti di spiaggia liberi, si moltiplicano i cartelli di divieto e i malumori dei bagnanti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

I lidi e le spiagge fanno parte del demanio marittimo (art. 28 del Codice della Navigazione) ma possono essere oggetto di concessione ai privati. Tuttavia, per i titolari delle concessioni c’è l’obbligo assoluto di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia, cioè la striscia di terreno a contatto con il mare. Lo dice l’art. 1, comma 251, lett. e, della legge 296/2006.

Quindi, qualsiasi impedimento o la richiesta di un costo per il raggiungimento della zona battigia rappresenta una violazione di legge e va denunciata alle autorità.

Ovviamente, la battigia è concessa per il libero transito e la sosta temporanea, e comunque di regola è consentito il semplice sedersi o anche stendere un telo per prendere il sole. Invece non è permesso "installarsi" con ombrelloni, tende, sdraio o piscine per bambini, perché si tratta di un'area che deve essere libera per agevolare il passaggio di persone e mezzi di servizio per i soccorsi in mare.

Questo è un principio indiscutibile che vale dappertutto. Per il resto bisogna rimettersi alle varie ordinanze comunali, che comunque si stanno uniformando nel loro contenuto. Per capirsi, ormai girare nudi sulle passeggiate o sui viali lungomare è vietato quasi dappertutto, così come tuffarsi dai pontili.

Una curiosità di quest’estate riguarda i moderni droni telecomandati da terra, che sempre più spesso vediamo volare sulle nostre teste mentre prendiamo il sole. Attenzione, perché Forte dei Marmi è stato il primo Comune italiano a vietarli, per motivi di privacy.

Un’altra questione controversa è quella del diritto a portare il cane in spiaggia. Molti sindaci hanno emesso un divieto di accesso per motivi di carattere igienico-sanitario e anche per rispondere alle proteste dei molti turisti, soprattutto anziani o famiglie con bimbi piccoli, che hanno paura di essere aggrediti.

Queste ordinanze riguardano le spiagge libere, ma perché siano valide devono sussistere diversi requisiti. Il divieto deve essere motivato, deve esserci l’estensione oraria di tale divieto, l’ordinanza firmata dal sindaco, da un assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani deve essere pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni. Se manca solo una di queste indicazioni, l’ordinanza non è valida. 

All’interno degli stabilimenti invece bisogna informarsi dal titolare, che secondo la legge può decidere di vietare l’accesso agli animali con una comunicazione al sindaco.

In ogni caso la Toscana è la regione col maggior numero di spiagge dog friendly: lungo tutta la costa stanno aumentando le spiagge riservate ai cani, le cosiddette Dog Beach o Bau Beach, dove l’accesso è ovviamente libero.