Domenica, 15 luglio 2018
Regione Toscana

Diritti d'autore, tariffe aumentate su smartphone e tablet

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini ha firmato venerdì scorso il decreto ministeriale che aggiorna per il prossimo triennio il compenso per la riproduzione privata di "fonogrammi e di videogrammi" previsto dalla legge sul diritto d'autore. Tecnicamente, vengono adeguate le tariffe dell'equo compenso per copia privata.

Spiegato meno tecnicamente, non è nient’altro che un importo che ogni consumatore italiano deve pagare al momento dell’acquisto di un cd, dvd, pen drive usb, pc, smartphone e tablet, per il fatto che egli potrebbe utilizzare questi dispositivi per effettuare delle copie di canzoni o film, acquistati legalmente. Per la prima volta introdotto in Italia con la legge 5 febbraio 1992, n. 93, il compenso per la copia privata venne successivamente modificato con il Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 68.

Le nuove tariffe sono:

- 4 euro per gli smartphone con capacità di 16 gb (in Francia sono 8 euro e in Germania 36 euro);

- 4 euro per i tablet, sempre con 16 gb di memoria (in Francia sono 8 euro e 40 centesimi e  in Germania 15,18 euro);

- 0,36 euro per le memory card con 4 Gb di capacità (in Francia sono 0,32 euro e in Germania 0,91);

- 0,20 euro per i dvd (in Francia sono 0,90 euro). 

"Il decreto è un passo importante a tutela della cultura, della creatività italiana e della sua indipendenza - è scritto in un documento firmato da Caterina Caselli, Paolo Conte, Dori Ghezzi, Francesco Guccini, Raphael Gualazzi, Claudia Mori ed Ennio Morricone, riportato nel comunicato della Siae.

Il decreto, ha detto il ministro, “non prevede alcun incremento automatico dei prezzi di vendita. Peraltro, com’è noto, in larga parte gli smartphone e tablet sono venduti a prezzo fisso». Franceschini sottolinea di aver applicato "doverosamente una norma di legge vigente" e ricorda che "è dal 2012 che le tabelle sull’equo compenso attendevano di essere aggiornate”.

Difficile dire se, in qualche modo, l’aumento peserà sui consumatori, anche se c’è già chi ipotizza aumenti fino al 500 per cento.

Un "provvedimento ingiustificato che non riflette il comportamento dei consumatori e l'evoluzione delle tecnologie", accusa il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania - Non in linea con lo sforzo che il paese deve compiere per sostenere l'innovazione digitale”.