Mercoledi, 6 luglio 2022
Regione Toscana

Istat, inflazione al +6,8% a maggio, il carrello della spesa vola a +6,7%

A maggio l’inflazione aumenta del 6,8% su base annuale. Il carrello della spesa volta a più 6,7%. Sono 32 anni che l’inflazione non raggiungeva questi livelli. Mentre il carrello della spesa tocca vertici che non vedeva da 36 anni.

Secondo i dati definitivi Istat sull’inflazione, a maggio 2022 l’indice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,8% su base mensile e del 6,8% su base annua (da +6,0% del mese precedente). La stima preliminare era +6,9%.

Istat indice dei prezzi al consumo maggio 2022

L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve ai prezzi di diverse tipologie di prodotto e in particolare dei Beni energetici, la cui crescita passa da +39,5% di aprile a +42,6%. Rincarano i Beni alimentari (che passano su base annua da +6,1% a +7,1%), soprattutto i Beni alimentari lavorati (da +5,0% a +6,6%). Vanno su i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,4% a +4,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +5,1% a +6,0%).

Rincara ancora il carrello della spesa. Accelerano infatti i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che salgono da +5,7% a +6,7%, e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,8% a +6,7%).

Da segnalare il rincaro del 7,4% per la voce prodotti alimentari e bevande analcoliche. E la stangata sulle spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili che aumentano del 26,4% su base annua. Sono dati che non si vedevano da un trentennio, come rileva anche l’Istat.

Prezzi e rincari: record per l’Olio diverso da quello di oliva, stangata per le vacanze

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat per stilare la classifica dei prodotti che hanno registrato i maggiori rincari annui, sia dei prodotti alimentari che di quelli relativi alle vacanze: al primo posto l’Olio diverso da quello di oliva.

In particolare, l’inflazione dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche è letteralmente decollata, passando dal +6,4% tendenziale di aprile al +7,5% di maggio, con una variazione mensile dell’1,3%. Tradotto in termini di aumento del costo della vita significa, per una coppia con due figli, una stangata su base annua pari a 561,50 euro solo per mangiare e bere, 505 euro per una coppia con 1 figlio, 418 per una famiglia media, 615 euro per una coppia con 3 figli o più.

Il record dei rincari spetta all’Olio diverso da quello di oliva, che si impenna del 70,2% rispetto a maggio 2021. Al secondo posto della top 20 il Burro, che svetta del 22,6% e che è al 1° posto per i rialzi alimentari mensili con +6,7%. Sul gradino più basso del podio la Farina, che sale del 18,6% in un anno.

Al quarto posto il cibo simbolo dell’Italia, la Pasta (fresca, secca e preparati di pasta) che lievita del 16,6%. Seguono il Pollame, che costa il 13,8% in più su base annua, la Margarina (+12,6%), le Uova (+12,3%), all’ottavo posto i Frutti di mare freschi (+11,5%). L’UNC segnala la speculazione sui Gelati, che salgono dell’11,2%. Chiudono la top ten i Vegetali freschi con +11%.

Top 20 rincari annui di maggio 2022 – prodotti alimentari e bevande analcoliche (Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat)

Non va meglio per chi a maggio ha trascorso dei giorni di vacanza. Nonostante non ci fossero ponti – osserva l’UNC – i rincari sono stati molto consistenti. In testa alla top ten delle vacanze, il raddoppio dei prezzi dei Voli internazionali, che decollano del 103,3% su maggio 2021. Medaglia d’argento per il Trasporto marittimo, +22,7%, al 3° posto il Noleggio di mezzi di trasporto e l’affitto di garage e posti auto con +22,1%.

Seguono i Voli nazionali, che si alzano del 21,4%. Il rialzo più allarmante, però, in prospettiva estate, è quello di Alberghi, motel e pensioni, che – pur collocandosi al quinto posto con +14,1% – hanno il primato dei rialzi mensili tra tutte le voci del paniere, con +7,2% su aprile.

Top ten rincari annui di maggio 2022 – vacanze (Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat)

Alimentazione: corrono i prezzi dei prodotti alimentari, specialmente quelli più “poveri” utilizzati per rimpiazzare i più cari carne e pesce

Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori diminuisce di oltre il 16% il consumo di carne e pesce (visti i forti rincari in entrambi i settori, dovuti da un lato ai maggiori costi sostenuti per l’allevamento, dall’altro al caro gasolio per i pescherecci). Si scelgono, inoltre, verdure e ortaggi più convenienti: bando alle primizie e ai frutti esotici. Nei banchi dei supermercati la merce vicina alla scadenza, posta in offerta, finisce sempre prima. Anche le spese per la cura della persona e la salute sono fortemente intaccate dalla crisi. A incidere sugli aumenti e sulle conseguenti rinunce sono i costi delle materie prime e del trasporto dei beni alimentari.

Quello che preoccupa maggiormente l’associazione è che a subire forti rincari non sono solo i prodotti più cari, quelli su cui i cittadini tagliano per primi (carne e pesce freschi), ma anche quelli meno onerosi, che spesso costituiscono opzioni di emergenza per far fronte a budget sempre più ristretti. Rientrano in tale categoria pasta, pane, patate, uova, verdura e formaggi. Sono proprio questi i prodotti che troviamo in testa alla classifica dei prodotti che registrano maggiori aumenti: la pasta (+77%), seguita dalla farina (+63%). Segue la pasta integrale, l’olio extravergine, il pane, i prodotti sottolio e i gelati.

Se il rapporto con i prezzi dell’anno scorso appare allarmante, il confronto con il 2001, l’anno di entrata in vigore dell’Euro, risulta improponibile. Il rincaro più alto riguarda la passata di pomodoro in bottiglia (+173%) e le patate (+171%), ma in ogni caso nessuno dei prodotti monitorati, in 11 anni, registra un aumento inferiore al +21%. Questo illustra bene quanto sia stato progressivo e inesorabile l’impoverimento delle famiglie, che oggi si trovano ad affrontare una crisi inedita.

La tabella con i rincari in dettaglio.







 

 

 

 

 

 

 

 

2001

 

2021

 

2022

VAR. %

2022/2021

VAR. %

2022/2011

Farina kg. 1

 €        0,57

 €      0,79

 €        1,29

63%

126%

Pane al Kg.

 €        1,80

 €      3,36

 €        4,20

25%

133%

Spaghetti Kg. 1

 €        0,86

 €       1,64

 €        2,90

77%

237%

Pasta integrale Kg. 1

n.d.

 €       2,18

 €        3,38

55%

n.d.

Uova conf. da 6

 €         1,09

 €      2,05

 €        2,49

21%

127%

Latte fresco l. 1

 €        1,08

 €       1,69

 €        1,89

12%

74%

Olio extra vergine l. 1

 €        5,06

 €       6,15

 €        7,90

28%

56%

Parmigiano Reg. Kg. 1

 €       15,44

 €    24,60

 €     26,00

6%

68%

Fettine di vitello Kg. 1

 €       11,98

 €     17,90

 €      19,50

9%

63%

Nasello Kg. 1

 €       11,62

 €     18,97

 €      21,60

14%

86%

Passata di pomodoro in bottiglia

 €        0,62

 €       1,59

 €        1,69

6%

173%

Pomodori pachino

 €        2,92

 €      3,99

 €        4,78

20%

64%

Patate Kg. 1

 €        0,62

 €       1,59

 €        1,68

6%

171%

Banane Kg. 1

 €         1,65

 €      2,38

 €        2,49

5%

51%

Mele Golden Kg. 1

 €         1,42

 €       1,98

 €        2,29

16%

61%

Limoni Kg. 1

 €        2,06

 €       2,37

 €        2,78

17%

35%

Cono gelato 5 pz.

n.d.

 €      3,99

 €       4,89

23%

n.d.

Burro 250 g.

 €        2,39

 €      2,89

 €        3,20

11%

34%

Olio di semi di girasole

 €         1,39

 €      2,59

 €        3,07

19%

121%

Tonno in scatola Kg. 1

 €        7,09

 €    15,28

 €      17,65

16%

149%

Sottilette 10 pz.

 €         1,65

 €       1,89

 €        1,99

5%

21%

Crackers light

 €         1,54

 €      2,39

 €        2,49

4%

62%

Condiriso 2 pz.

n.d.

 €      3,49

 €        4,99

43%

n.d.

Carciofini sott’olio

 €        2,35

 €      3,39

 €        4,19

24%

78%

Alici sott’olio 90 g.

 €        2,20

 €       3,59

 €        3,79

6%

72%

Minestrone surgelato

 €         2,19

 €       3,67

 €        3,89

6%

78%

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