Domenica, 9 agosto 2020
Regione Toscana

Prestiti, se il cliente non paga rischia di perdere gli interessi la banca che non verifica la solvibilità

Dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea un’importante sentenza sul credito al consumo: è compatibile con il diritto comunitario una legge nazionale che prevede la decadenza degli interessi se il creditore non  verifica la solvibilità del debitore prima di concludere il contratto di prestito.

La Corte di Giustizia ricorda che, conformemente alla direttiva 2008/48 sui contratti di credito al consumo, per una tutela effettiva dei consumatori contro qualsiasi concessione irresponsabile di contratti di credito, il creditore è tenuto, prima di ogni rapporto contrattuale, a verificare la solvibilità del debitore ed è compito degli Stati membri prevedere misure efficaci, proporzionate e dissuasive per sanzionare ogni inadempimento di tale obbligo.
 
A farne le spese è stata Le Crédit Lyonnais (LCL), dal 2003 corporate and investment bank del gruppo Crédit Agricole, che nel 2011 ha stipulato un contratto di credito al consumo del valore di 38.000 euro, ad un tasso annuo fisso del 5,6% con interessi convenzionali. Poiché il cliente non è riuscito a pagare le rate del prestito l’istituto si è rivolto al tribunale, che ha però rilevato la mancata verifica della solvibilità del cliente da parte della banca. E, in base a quanto previsto dalla normativa francese, ha stabilito che la banca non possa pretendere la corresponsione degli interessi convenzionali.

Chiamata in causa, la Corte di Giustizia ha sottolineato come - in conformità con la direttiva 2008/48 sui contratti di credito al consumo - per evitare la concessione irresponsabile di prestiti e finanziamenti le banche e le finanziarie siano tenute a fare le dovute verifiche sulla capacità finanziaria dei debitori e che sia compito degli Stati membri prevedere delle misure efficaci per sanzionare il mancato adempimento di tale obbligo.