Domenica, 14 agosto 2022
Regione Toscana

Caricabatteria universale, il Parlamento europeo si impegna a ridurre i rifiuti elettronici

Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla revisione della direttiva sulle apparecchiature radio. L’adozione è avvenuta poiché non sono stati presentati emendamenti al testo, secondo quanto stabilito dalla procedura legislativa in prima lettura. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i governi UE sulla forma finale della legislazione.

Le nuove regole dovrebbero permettere ai consumatori di non avere più bisogno di un nuovo caricabatteria e un nuovo cavo ogni volta che acquistano un dispositivo, e di utilizzare un unico caricabatteria per tutti i dispositivi elettronici di piccole e medie dimensioni.

La maggior parte dei dispositivi ricaricabili tramite cavo (come cellulari, tablet, fotocamere digitali, cuffie e auricolari, console per videogiochi e altoparlanti portatili) dovrebbero essere dotati di una porta USB-C, indipendentemente dal produttore. Alcune eccezioni potrebbero riguardare i dispositivi troppo piccoli per alloggiare una porta USB-C, come gli orologi smart, i dispositivi di monitoraggio della salute e alcune attrezzature sportive.

Tale revisione è parte di un più ampio sforzo dell'Unione per rendere i prodotti sul mercato UE, in particolare quelli digitali, più sostenibili e per ridurre i rifiuti elettronici.

Informazioni chiare sulla ricarica

Per i nuovi dispositivi, i deputati chiedono anche informazioni chiare e un'etichettatura sulle opzioni di ricarica. Questo aiuterebbe ad evitare confusione e a rendere le scelte di acquisto più semplici per i consumatori che spesso possiedono diversi dispositivi e non sempre hanno bisogno di caricabatteria aggiuntivi.

Inoltre, in considerazione dell’uso sempre più frequente della ricarica wireless, i deputati alla Commissione di presentare una strategia entro la fine del 2026 che permetta a qualsiasi nuova soluzione di ricarica di funzionare in combinazione con le altre. L'obiettivo è quello di evitare una nuova frammentazione del mercato e i cosiddetti effetti "lock-in" – che si verificano nel momento in cui un consumatore dipende da un singolo produttore – oltre a garantire soluzioni di ricarica convenienti per il consumatore e ridurre i rifiuti ambientali.