Domenica, 25 agosto 2019
Regione Toscana

Mais transgenico, l'Europa si spacca

Ancora una volta l'Europa si spacca sugli OGM. Il Consiglio Affari Generali dell’Unione europea si è espresso in merito alla coltivazione sul territorio europeo del mais OGM 1507 della Pioneer: 19 Stati su 28, Italia inclusa, hanno votato contro l’autorizzazione, una pronuncia abbastanza consistente che però non è stata sufficiente al raggiungimento della maggioranza qualificata richiesta. Decisiva l’astensione della Germania.

Il destino della pannocchia transgenica passa ora nelle mani della Commissione che, sulla base delle disposizioni dei Trattati, ha facoltà di decidere tenendo in conto il parere tecnico positivo (espresso sei volte) dall’Agenzia per la sicurezza alimentare.

Quella del mais Ogm Pioneer 1507 è una questione annosa, ed è tornata sul tavolo europeo dopo lo stallo del 2009, quando gli stati membri, chiamati per la prima volta ad esprimersi, non raggiunsero la maggioranza qualificata necessaria per procedere.

Il 6 novembre 2013 la Commissione europea ha presentato una proposta chiedendo ai ministri nazionali di decidere in merito alla coltivazione del mais nei campi europei. Il 16 gennaio 2014 il Parlamento Europeo ha respinto quella che diventerebbe la seconda coltura geneticamente modificata di cui è autorizzata la coltivazione nel continente (l’altra è il mais Mon 810 di Monsanto), seguendo una medesima pronuncia della Commissione AmbienteIl 12 febbraio è scaduto il termine entro cui il Consiglio doveva legiferare sul mais Pioneer.

Il caso è talmente divisivo da non aver mai visto i governi trovare un accordo concreto e fattivo. Il mais 1507 contiene due geni estranei alla pianta convenzionale che producono un insetticida (chiamata tossina Bt) e garantiscono la tolleranza a un erbicida totale, il Glufosinato ammonio. I più critici dicono che uccide anche falene e farfalle non pericolose e mette in pericolo l’ambiente. 

Insomma, l’ultima parola spetta alla Commissione, che sembra intenzionata ad andare avanti nonostante un’immediata lettera da parte dell'Italia e altri 11 Paesi membri, che hanno chiesto formalmente di ritirare la proposta di direttiva che autorizza la coltivazione del mais "Ogm Pioneer 1507". Secca la risposta dell’esecutivo europeo: "Nessun nuovo argomento, si va avanti".