Domenica, 11 aprile 2021
Regione Toscana

Terzo settore, la Toscana si conferma terra di impegno civile e sociale

Sono quasi settemila (6.777) le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le cooperative sociali attive in Toscana alla fine del 2019.

Secondo l’ultimo censimento Istat, le istituzioni no profit (formalizzate e non) sono oltre 27.000, hanno più di 51.000 dipendenti e funzionano grazie al contributo di quasi 470.000 volontari. Si tratta di 74,5 organizzazioni ogni 10.000 residenti, contro una media nazionale di 59,6. I volontari sono 125 ogni 10.000 residenti, contro una media italiana di 91.

Sono questi alcuni dati che emergono dal Terzo rapporto sul Terzo settore in Toscana, presentato dalla Regione nel corso di un evento in streaming.

Sempre a livello di politiche sociali, la Commissione europea ha presentato la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 per garantire la piena partecipazione alla società su un piano di parità con gli altri, nell’Unione europea e non solo.

La strategia sostiene l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sia a livello europeo che nazionale. Arriverà anche una tessera europea di invalidità per tutti i paesi europei, ma ci vorrà ancora tempo.

Diritti delle persone con disabilità

Che ci sia molto da fare per i diritti delle persone con disabilità è evidente. Solo il 50% dei disabili ha un lavoro, rispetto al 75% delle persone senza disabilità. Il 52% delle persone con disabilità si sente discriminato. E i disabili hanno un rischio maggiore di diventare vittima di violenze e abusi. Il 20% dei giovani con disabilità lascia la scuola prematuramente, contro il 10% delle persone senza disabilità (fonte: Commissione europea).

La disabilità espone a un maggiore rischio di povertà e di esclusione sociale. In Europa nel 2019 il 28,4% della popolazione dell’UE con disabilità (di età pari o superiore a 16 anni) è a rischio di povertà o esclusione sociale, rispetto al 18,4% di chi non si trova in una condizione di activity limitation. (Eurostat). La Commissione europea parte dunque dalla considerazione che passi avanti ci sono stati ma ci sono ancora molti ostacoli alla piena inclusione delle persone con disabilità.