Sabato, 6 marzo 2021
Regione Toscana

La nuova Tari debutta in oltre il 50% delle città capoluogo di regione. Sconto bonus Tari quasi ignorato

Il 2020 doveva essere l’anno della svolta sui rifiuti, come riscontrato dopo una lunga consultazione con gli addetti e gli stakeholder per l’applicazione del Nuovo Metodo Tariffario, come previsto dalla delibera 443/19/R/rif ARERA.

Infatti, i PEF (Piani Economici Finanziari) da predisporre per la raccolta, la gestione e la conseguente determinazione della TARI (tassa rifiuti) o della TARIc (tariffa corrispettiva) suddivise per tipologie di utenze domestiche e non, andavano presentati e deliberati per l’approvazione definitiva di ARERA entro il 30 aprile 2020. Ma a causa della pandemia Covid-19 le scadenze sono state spostate, con conseguenti proroghe al 30 settembre, poi al 31 ottobre ed infine al 31 dicembre 2020. Questo ha comportato che 9 dei Capoluoghi di regione presi in esame hanno usufruito di questa possibilità, applicando le tariffe del 2019 con l’impegno a presentare il PEF entro fine anno. Se poi il piano sarà conforme alla delibera 443/19/R/rif, Arera ne darà il vaglio definitivo.

Nelle premesse delle delibere pubblicate, il nuovo metodo tariffario viene menzionato da tutti, questo lascia intendere che sarà dato corso ai dettami in esso formulati, vale a dire: “Incentivare il miglioramento dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, omogeneizzare le condizioni nel Paese, garantire trasparenza delle informazioni agli utenti. Sono questi i principi basilari del metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti varato dall'Autorità di regolazione dell'energia e dell'ambiente che ha anche fissato gli obblighi di trasparenza verso gli utenti, stretta coerenza tra il costo e la qualità del servizio salvaguardando il principio -chi inquina paga-” .

Tra i capoluoghi, Bolzano si discosta dalle altre realtà, in ragione dall’autonomia di cui gode, tanto che non menziona Arera e sul sito del Mef non compaiono le relative delibere al pari di altri Comuni, così come non espone il tributo provinciale, che è mediamente del 5%, bensì l’iva al 10%. Gli altri 10 Capoluoghi hanno applicato il Nuovo Metodo Tariffario, hanno spostato i pagamenti delle rate mediamente di 2 mesi e applicato “le riduzioni sulla quota variabile” alle attività soggette a chiusura, adeguandosi alla delibera 158/20 ARERA ed in ossequio ai vari DPCM che si sono succeduti in relazione al COVID-19. Tra questi, Milano ha stabilito le tariffe con già con le summenzionate riduzioni. Alcune città, oltre alle misure prevista in delibera, hanno applicato ulteriori riduzioni comunali. Spicca Aosta, che sulla QV (Quota Variabile) ha attuato riduzioni dal 85% al 95%, Catanzaro dal 41% al 67%, Bologna dal 25% al 50%, Torino ha integrato per le attività in questione 7 miioni di Euro.

Dal confronto dei costi rispetto al 2019, per le Utenze Domestiche, in un appartamento di 100 mq con 3 persone residenti non si rilevano grossi scostamenti, dovuto anche all’applicazione della tariffa dell’anno precedente in 9 comuni, infatti la media delle differenze in percentuale è dello 0,43% in più. Si va da un risparmio di € 58,94 equivalente al 16,16% a Venezia, ad un aumento di € 13,56 equivalente al 5,95% a Firenze.

Esaminando i costi, la media delle città prese in esame è di € 313,76 annue, la più cara risulta essere Cagliari con € 480,66, poi Napoli con € 454,57, Genova € 392,05, mentre la più economica è Potenza con € 120,56 e una differenza netta di 360,10 rispetto alla prima e un rapporto di 1/4 tra la più economica e la più cara. Seguono in ordine di convenienza, Bolzano con una spesa annua di €. 166,93 e terz’ultima Firenze con una spesa annua di € 241,36, confermando così le stesse posizione del precedente anno.

Sul versante delle utenze non domestiche esaminando le singole categorie merceologiche, abbiamo preso a campione per questa indagine: Alberghi con Ristoranti 1.000 mq , Bar 100 mq , Supermercati 1.000 mq , Impianti di distribuzione di carburanti 250 mq. Il quadro che ne esce, evidenzia una grande differenza di costi a seconda delle attività e grandi differenze tra una città e l’altra. Per quanto riguarda le differenze tra 2020/2019, registriamo che negli Alberghi con ristorante l’aumento medio è stato del 1,24%, a Firenze la spesa si attesta con € 882,00 in più, Perugia con € 640,50, mentre Aosta con meno € 1.910,00. Le città a maggiore vocazione turistica hanno dei costi in assoluto decisamente superiori, con valori doppi rispetto alla media nazionale di €. 8.049,73: Bologna in valore assoluto costa €. 16,527,00, Firenze 14.679,00, Napoli 13.870, Venezia 13.450, la meno cara Aosta con €. 2.100,00 a seguire Bolzano 2.959,02 e L’Aquila 3.265,50.

Per i Bar l’aumento medio annuo è del 3,57%. Tra le più care quelle a vocazione turistica con Venezia € 4.774,35, Roma 3.530,84. Ad Aosta abbiamo una riduzione rispetto all’anno precedente del 29,43%, Cagliari 12,38% e Milano 10,60%. 

Per i Supermercati la più cara è Torino con un costo di 28.682,85 il doppio della media nazionale 14.388,55. Ed un aumento rispetto al 2019 di € 2.831,85 pari al 10,95%. Per i Distributori di carburanti Roma € 2.108,93 è la più cara a fronte di una media nazionale di 1.126,39. In conclusione, rispetto al 2019 non ci sono scostamenti nelle graduatorie tra le citta più o meno care.

Diagrammi Tari capoluoghi di regione novembre 2020