Martedi, 19 gennaio 2021
Regione Toscana

Prezzi in calo nelle città d'arte, rincari al mare ma solo al Centro-Nord

L'estate è finita ed è tempo di bilanci, anche per quanto riguarda le nostre tasche.

Nel corso della stagione ci siamo occupati di quanto la pandemia avrebbe inciso sui costi delle strutture ricettive, con le previsioni di fine giugno e le tendenze che si potevano già intuire a fine luglio.

Adesso è il momento del bilancio, e per farlo ci affidiamo come di consueto alle rilevazioni e alle indagini svolte dalle associazioni dei consumatori. Un dato è condiviso da tutti: la strana estate del Covid è stata segnata da forti contrasti, con le città d’arte che hanno registrato un vuoto irreale e le località marine premiate anche dagli italiani che di solito passano le vacanze all’ estero. Ovviamente questa situazione ha avuto effetti sui prezzi.

Secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat, le principali località turistiche sono in deflazione per quanto riguarda i prezzi degli alberghi e registrano cali sostenuti nei prezzi degli alloggi: dal -22,2% di Venezia al -7,5% di Firenze, dal -7,3% di Bologna al -4,5% di Roma. Al crollo della domanda gli albergatori hanno reagito come potevano, ossia abbassando i prezzi, così da cercare di contenere le perdite. Alcune località hanno maggiormente risentito della riduzione dei turisti stranieri. Le regioni più in deflazione sono la Toscana, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 6,7%, poi il Veneto (-6,5%) e al terzo posto la Liguria (-6,3%). Alzano i prezzi, invece, le strutture del Trentino Alto Adige, con il rialzo record del 5,3% e della Campania, +4,1%.

A questa situazione di crisi fa da contraltare il bilancio delle località di mare. In questo caso i dati sono del Codacons, secondo cui il coronavirus ha fatto salire i prezzi degli stabilimenti balneari, con rincari fino al 35% rispetto allo scorso anno. Per ombrellone e due lettini in media i turisti hanno sborsato fra i 25 e i 30 auro al giorno, importo che è salito a 100 euro nelle strutture di più elevato livello e ha raggiunto il record di 453 euro al giorno per una capanna presso la spiaggia dell’ Hotel Excelsior al Lido di Venezia.

A guidare la classifica dei rincari è la Liguria (+35%), al secondo posto si piazza la Costiera Amalfitana (+30%) e poi Toscana e Lazio (+10%). Al contrario le regioni del sud si sono dimostrate le più virtuose sul fronte delle tariffe: Puglia, Calabria e Sicilia hanno fatto registrare listini in linea con quelli dello scorso anno.