Mercoledi, 12 agosto 2020
Regione Toscana

L'andamento della stagione turistica. Meno presenze e prezzi più alti

Questa settimana torniamo a fare il punto sull'andamento della stagione turistica, a distanza di un mese dall'ultima rilevazione.

Nei giorni scorsi Federalberghi ha realizzato la consueta indagine sulle vacanze degli italiani. Le previsioni sono decisamente negative, con meno persone in vacanza, budget di spesa ridotti, crollo del giro d’affari, preferenza per mete vicine.

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Solo il 46% degli italiani farà una vacanza (con un calo di quasi il 20% rispetto al 2019), mentre la maggioranza (circa 32,5 milioni di persone, il 53,7% della popolazione) resterà a casa, principalmente a causa delle ristrettezze economiche, che costringono gli italiani ad una drastica riduzione della spesa. Pesa anche la paura di nuovi contagi, addotta da quasi un quinto degli intervistati.

La durata media della vacanza principale si riduce del 10% e si passa da 10 notti a 9 notti. Si dimezza il numero di coloro che faranno da 8 a 14 giorni di vacanza (16,9% vs 34,0%). Oltre alle difficoltà economiche, sulla riduzione della durata della vacanza incide anche il fatto che molte persone hanno consumato parte delle ferie durante il lockdown e dovranno lavorare in agosto, dato che molte aziende rimarranno aperte.

Il 96,2% di chi andrà in vacanza rimarrà in Italia, per un totale di 26,7 milioni di persone. Per gli spostamenti, la preferenza va al mezzo privato (69,8%) e la maggioranza (56,6%) resterà nella propria regione di residenza. La meta preferita si conferma il mare (71%) e la spesa media complessiva stimata si attesterà sui 673 euro a persona, in calo rispetto agli 837 euro del 2019. Il giro d’affari complessivo è di 14,3 miliardi di euro, con un crollo verticale del 34,4% rispetto ai 21,8 miliardi dell’estate 2019. In particolare, disastroso il bilancio delle città d’arte e delle località termali, che registrano un calo superiore al 70%.

Secondo le stime di Assoturismo Confesercenti e del Centro Studi Turistici, nel trimestre estivo 2020 (giugno-luglio-agosto) nelle sole Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli si registreranno circa 8,5 milioni di presenze in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. A soffrire sono in particolare Roma e Firenze, dove nel weekend del 18 e 19 luglio sono state prenotate poco più di un terzo delle stanze disponibili (36%), a fronte di una media nazionale del 51%. La crisi delle città d’arte è imputabile principalmente alla mancanza del turismo straniero, che in media – durante la stagione estiva – vale circa il 68% delle presenze. Per quanto riguarda le scelte degli italiani in tema di viaggi, anche l'indagine di Assoturismo-CST conferma la tendenza a spostamenti brevi, di 2 o 3 notti, e la preferenza per le località marine o montane, possibilmente di breve raggio.

Il bonus vacanze

Dal 1° luglio è possibile scaricare e utilizzare il bonus vacanze, il voucher lanciato dal governo nel decreto Rilancio che prevede fino a 500 di sconto per le spese sostenute in strutture ricettive (di cui il 20% sotto forma di credito di imposta) (consulta la Guida sul sito dell'Agenzia delle Entrate).

Nei giorni scorsi la ministra per l'Innovazione Pisano ha fornito i numeri aggiornati sul bonus: ne sono stati chiesti 719 mila, per un controvalore di 326 milioni di euro, mentre quelli utilizzati sono circa 70 mila. Resta quindi il problema della fruibilità del bonus. A inizio luglio l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, ubicate nelle principali località turistiche al mare, in montagna, nonché nelle città d’arte, con risultati deludenti: solo il 46% delle strutture interpellate accetta il bonus vacanze, il 35% non lo accetta, il 19% stava ancora decidendo se accettarlo o meno.

Numeri un po' migliori emergono da un'indagine più recente del Centro Studi Ircaf, condotta su 128 strutture alberghiere di tutte le 15 regioni che affacciano sulla costa. In questo caso il 70,9% degli alberghi ha dichiarato di accettare in pagamento i “bonus vacanza”, ma una parte consistente li subordina a una spesa minima o a un minimo di giorni di soggiorno.

Secondo Federalberghi, da inizio luglio sono aumentate le strutture che accettano il bonus, e ad aderire sono spesso hotel di categoria superiore piuttosto che campeggi o strutture di medio livello. Per trovare le strutture che aderiscono il modo migliore è contattare direttamente l'albergo di interesse, in alternativa si può consultare il sito Italyhotels.it, da cui però sono esclusi campeggi, agriturismi etc.

E i prezzi? Quanto costerà una settimana di vacanza?

Il monitoraggio effettuato dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori mostra che il costo di una vacanza al mare per una famiglia tipo (due adulti e due ragazzi tra i 10 e i 16 anni) aumenta quest’anno del +3,2% rispetto al 2019. L’associazione stima il prezzo prendendo a riferimento i costi del trasporto (viaggio andata e ritorno in auto con pedaggio autostradale), quelli dell’albergo, divertimenti ed escursioni, consumazioni al bar.

Il costo di una settimana di vacanza al mare fra fine luglio e inizio agosto è di 4.054 €. Per l’albergo l’associazione stima quasi 2300 € (più 2,5% rispetto al 2019), a cui vanno aggiunti 459 € per lo stabilimento balneare (con un aumento complessivo dell’11%). Nel computo ci sono anche due escursioni, una di mezza giornata in una località caratteristica e una giornaliera, ad esempio in barca. La stima è che vengano a costare 421 €, più 5,4% rispetto allo scorso anno.

Leggermente più contenuti i costi della vacanza in montagna, ma con una crescita decisamente più marcata: per una settimana nello stesso periodo, per la stessa tipologia di famiglia, il costo ammonta a 3.801 € (+4% rispetto allo scorso anno). In questo caso i costi dell’albergo ammontano a 2.562 €, più 3,9% sul 2019. Per sport e divertimenti si mettono in conto 465 € (più 4,8% rispetto all’estate scorsa), mentre circa 220 € (più 22%) sono impiegati per le escursioni, una giornaliera in montagna e una passeggiata a cavallo.

Un'altra indagine sui costi degli stabilimenti balneari è stata effettuata dal Centro Studi Ircaf, che ha analizzato il prezzo di un ombrellone e due lettini nelle settimane dal 18 al 25 luglio e dall’8 al 15 agosto, per una cinquantina di stabilimenti balneari delle principali località di mare. La spesa media nazionale per affittare un ombrellone e due lettini in un sabato o domenica di luglio è di poco inferiore ai 27 euro (26,77 euro nel dettaglio). Rispetto al 2019 i prezzi sono aumentati del 4%, mentre la spesa media settimanale dal 18 al 25 luglio (sette giorni interi) si attesta a 173,73 euro, e così registra un aumento medio sul 2019 del 5%.

Ad agosto, invece, il costo dell’abbonamento giornaliero per un sabato o domenica si attesta a poco meno di 30 euro (29,20 euro), con un rincaro del 9,24% rispetto a luglio. La spesa per un abbonamento settimanale nella settimana 8-15 agosto è invece di 192,43 euro, pari al 6% in più rispetto alla stessa settimana di agosto 2019, e comporta una maggiore spesa del 10,74% rispetto alla settimana di media stagione di luglio.

Per i bagni che si trovano sul mare Adriatico/Ionio la spesa media si attesta a luglio di quest’anno a 19,75 euro per il giornaliero ed a 116 euro per il settimanale. Negli stabilimenti balneari della costa tirrenica/ligure si registrano costi significativamente più elevati (31,62 euro medi giornalieri e 213 euro settimanali) con punte del 60% in più per il giornaliero e dell’83% per il settimanale. Le differenze sono confermate anche in agosto, poiché mentre sulla Costa Adriatica/Ionica il giornaliero viene a costare 20,75 euro (1 euro in più rispetto al mese di luglio) e 124 il settimanale, sulla Costa Tirrenica /Ligure il prezzo medio sale a 35 euro per una giornata (più 4 euro rispetto al mese di luglio) ed a 240 euro per una settimana (+37 euro rispetto alla settimana di luglio, ovvero il 12% in più), registrando in tale modo, per coloro che scelgono la costa tirrenica, un onere differenziale del 66% per un giornaliero e del 93% per una vacanza di una settimana.

E per chi resta a casa?

Per chi rimane in città e vuole comunque concedersi un po' di svago, Federconsumatori ha monitorato i costi di una giornata presso un parco acquatico, rilevando le differenze con i dati relativi al 2018. Alla luce della contingentazione degli ingressi i biglietti sono aumentati, specialmente quelli ridotti (+11%). Lievi aumenti anche per i generi alimentari distribuiti all’interno dei parchi (+3% per i panini e +2% per i gelati). Complessivamente una giornata in un parco acquatico per 4 persone, 2 adulti e 2 ragazzi, costa nel 2020 il 3,3% in più rispetto al 2018.