Lunedi, 6 luglio 2020
Regione Toscana

Centri estivi, rincari medi del 30% secondo le associazioni dei consumatori

L'Istat ha comunicato i dati definitivi dell'inflazione di maggio. L'indice nazionale dei prezzi al consumo al lordo dei tabacchi registra una diminuzione dello 0,2% sia su base mensile sia su base annua (ad aprile la variazione tendenziale era nulla); la stima preliminare era -0,1%. I beni energetici accentuano il loro calo (da -7,6% a -12,2%), rispetto ad aprile rallentano lievemente anche i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,5% a +2,4%, la stima preliminare indicava invece un aumento a +2,6%).

Secondo il Codacons, solo per mangiare una famiglia con due figli spende 195 euro in più rispetto allo scorso anno, mentre per la famiglia “tipo” l'aumento è pari a 145 euro. Secondo UNC, per una coppia con due figli l'aggravio di spesa arriva a 212 euro in più su base annua. Per una coppia con 1 figlio il rialzo per le compere quotidiane è di 186 euro, per una famiglia media di 154 euro.

Nel paniere della spesa, gli aumenti più consistenti riguardano frutta (+7,9%) e verdura (+5,3%), ma pesano molto anche i rincari dei salumi (+3,7%), del latte (+3,5%) e della carne (+2,7%). Salgono anche i prezzi di pesce surgelato (+5%), pasta (+3,5%), formaggi (+2,4%), acqua minerale (2,3%) zucchero (+2,2%) e burro (+2,1%), spinti dall’andamento anomalo della domanda che ha favorito l’accumulo di scorte di prodotti, soprattutto a lunga conservazione.

Una nuova voce che potrebbe far lievitare le spese di molte famiglie con figli è quella dei centri estivi. In Toscana da lunedì 15 giugno hanno riaperto i centri estivi per i bambini da zero a tre anni e i campi estivi con pernottamento per i più grandi, a seguito dell'ordinanza firmata dal Presidente Rossi che consente la ripresa anche di queste attività.

Per il momento si tratta soprattutto di strutture private, in attesa dei centri comunali che riapriranno a fine mese. Ovviamente, anche il ritorno in 'società' dei più piccoli deve rispettare le stringenti regole anti-Covid contenute nelle linee guida del Dipartimento per le Politiche per la Famiglia e nelle linee guida regionali. La principale conseguenza è il taglio dei posti disponibili, complici le norme da rispettare e le spese in più tra sanificazione e personale. Anche il personale aumenta a causa del rapporto più alto previsto dalle nuove norme tra animatori e bambini: un adulto ogni 5 bambini per l’età dell'infanzia (dai 3 ai 5 anni); 1 educatore ogni 7 bambini per la scuola primaria (dai 6 agli 11 anni); 1 animatore ogni 10 adolescenti per la scuola media e superiore (dai 12 ai 17 anni).

Per l’iscrizione ai centri estivi il Governo ha stabilito, nel Decreto Rilancio, l’erogazione di un bonus fino a 1200 euro a sostegno delle famiglie con bambini fino a 12 anni, previsto anche per i servizi integrativi per l’infanzia, per i servizi socio-educativi territoriali, per i centri con funzione educativa e ricreativa e per i servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Dal 15 giugno è disponibile il servizio online per presentare la domanda e per maggiori informazioni è possibile consultare anche il vademecum pubblicato sul nostro sito con gli aggiornamenti sulle misure adottate per fronteggiare l'emergenza. Il bonus rischia, però, di essere totalmente assorbito dall’aumento dei costi dei servizi, già segnalato dalle associazioni dei consumatori.

Federconsumatori lancia l’allarme, segnalando in molti casi una maggiorazione di oltre il 30%. Dal consueto monitoraggio effettuato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge come, nel 2019, la spesa media per l’iscrizione di un ragazzo al centro estivo privato era di 672 euro al mese, oggi tale spesa può arrivare anche oltre 860 euro al mese.

La stessa denuncia arriva dal Codacons, che rileva come la tariffa settimanale per un centro estivo privato oscilli tra i 150 e i 200 euro, con un incremento in media del +30% rispetto al 2019. Secondo l'associazione, gli aumenti possono raggiungere picchi del +400% per alcuni centri del nord Italia.

Entrambe le associazioni lanciano un appello al Governo perché intervenga per evitare che gli aiuti varati si trasformino in una misura di sostegno ai centri e vadano realmente alle famiglie.