Lunedi, 6 luglio 2020
Regione Toscana

A maggio inflazione negativa, ma crescono i prezzi del carrello della spesa

L'Istat ha comunicato le stime preliminari dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per il mese di maggio. L'indice al lordo dei tabacchi registra una diminuzione dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua (la variazione tendenziale era nulla nel mese precedente).

Quindi, dopo quasi quattro anni si torna a registrare un tasso di inflazione negativo, ma si tratta di un dato che come sempre deve essere interpretato con attenzione. Infatti, la flessione tendenziale dell’indice generale dei prezzi è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei beni energetici, che hanno accentuato il loro calo (da -7,6% a -12,2%). Invece, l'«inflazione di fondo» o «inflazione core», cioè al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, registra un aumento, con l’indice dei prezzi da +0,8% a +0,9%, mentre l’indice al netto dei soli beni energetici passa dal +1% al +1,1%. In crescita anche il carrello della spesa: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona salgono da +2,5% a +2,6%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una variazione tendenziale nulla (da +0,8% di aprile). L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e a +0,7% per la componente di fondo.

La situazione eccezionale che stiamo vivendo rende ancora più interessanti i confronti col passato anche per quanto riguarda le dinamiche di consumo. La pandemia ha spinto verso il basso i consumi delle famiglie  che, secondo le stime provvisorie dell’Istat, vedono un calo del 12 % nei primi mesi dell’anno.

Le stime preliminari del primo trimestre 2020 mostrano che le misure di contenimento della diffusione del Covid-19 hanno prodotto un calo di circa il 4% della spesa media mensile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2019, la stima della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.560 euro, “sostanzialmente invariata” rispetto al 2018 (-0,4%) e “sempre lontana dai livelli del 2011 (2.640 euro), cui avevano fatto seguito due anni di forte contrazione non recuperata negli anni successivi”. In termini reali, considerando la dinamica dell’inflazione, la spesa media mensile delle famiglie, nel 2019 cala dell’1%, “diminuendo per il secondo anno consecutivo dopo la moderata dinamica positiva osservata dal 2014 al 2017”.

Ma la spesa non diminuisce in modo uniforme sulle varie categorie merceologiche. Nel mese di aprile gli acquisti di prodotti alimentari sono aumentati del 6,1%, in netta controtendenza rispetto al crollo generale fatto registrare dal commercio certificato dai dati Istat, che stimano, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto a marzo del 10,5% in valore e dell’11,4% in volume. Commentando i dati, Coldiretti rileva che le vendite di prodotti alimentari aumentano in tutte le tipologie di dettaglio, dalla grande distribuzione (+6,9%) ai discount (+9,3%) fino alle piccole botteghe alimentari che fanno segnare il record dell’11,2%. Un aumento pari a quasi il doppio della media per il cibo dovuto, secondo Coldiretti, alla ricerca nel momento degli acquisti del rapporto personale di fiducia maggiormente garantito nei piccoli negozi in un momento di grande incertezza ma anche alla necessità di evitare lunghi spostamenti per rispettare le misure di sicurezza imposte e ridurre i rischi.

Un rapporto di fiducia tra cittadini-consumatori e piccoli negozi di prossimità che deve essere mantenuto anche nella fase post-lockdown per ricreare quel circolo virtuoso necessario per la ripartenza dell'economia. Per farlo occorre la collaborazione di entrambe le parti per ridurre al minimo le speculazioni sui prezzi.