Martedi, 24 novembre 2020
Regione Toscana

La top ten dei rincari durante il lockdown: tendenze speculative sullo smart working

Continuiamo ad analizzare le tendenze dei prezzi durante la fase più acuta del lockdown, in attesa delle prime rilevazioni più accurate sui prezzi di beni e servizi a seguito della riapertura delle attività produttive e commerciali.

Oggi ci affidiamo all'analisi effettuata dall'Unione Nazionale Consumatori, che ha stilato la classifica dei prodotti e dei servizi che hanno subito i maggiori aumenti nel periodo compreso tra febbraio e maggio. L'elaborazione è stata effettuata sulla base dei dati Istat sull'inflazione.

Tabella rincari durante il lockdown, da febbraio a maggio




N

Prodotto

Inflazione

da febbraio a maggio

(variazione %)

1

Servizi di rilegatura testi e E-book download

30,4

2

Frutta fresca

12,8

3

Apparecchi per il trattamento dell’informazione

12

4

Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione

11,3

5

Apparecchi per la telefonia fissa

7,7

6

Vegetali surgelati

4,8

7

Patate

4,4

7

Altri articoli di cancelleria e materiale da disegno

4,4

8

Cacao e cioccolato in polvere

4,3

9

Pasta e couscous

4,2

9

Apparecchi per cottura cibi

4,2

10

Farina e altri cereali

3,8

 

Indice generale Nic

0,1

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

Come si vede dalla tabella, il record dei rincari spetta al download degli e-book, con un rialzo di oltre il 30% in tre mesi. Seguono la frutta fresca (+12,8%), gli apparecchi per il trattamento dell’informazione, voce che comprende computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook (+12%) e i loro accessori, come monitor e stampanti (+11,3%).

Giova ricordare che nello stesso periodo (febbraio-maggio) l'indice generale dei prezzi al consumo è aumentato soltanto dello 0,1%. Sono quindi condivisibili le conclusioni dell'associazione, secondo cui “si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie”. Altro discorso per quanto riguarda gli aumenti della frutta fresca, dipesi in buona parte dal calo del raccolto causato dal lockdown, che si sta ripercuotendo sui prezzi al consumo anche nella fase della riapertura e di cui torneremo a occuparci nelle prossime settimane.

Le ripercussioni sui bilanci familiari di questi aumenti sono state notevoli e dolorose. Alcune indagini sulla propensione all'acquisto effettuate nelle varie fasi del periodo del lockdown lo confermano.

Secondo l'indagine realizzata a metà aprile per Facile.it da mUp Research e Norstat più della metà delle famiglie (53%) ha adottato dei comportamenti ad hoc per fronteggiare la situazione di crisi da un punto di vista economico: più in dettaglio, il 28,5% ha dovuto ricorrere ai propri risparmi, il 21,8% ha cercato di ridurre le spese legate al cibo e il 16,6% ha cercato di risparmiare sulle utenze luce e gas e sulle tariffe di telefonia mobile o fissa.

Dati ancora più preoccupanti risultano dall'indagine svolta nella seconda metà di maggio da Altroconsumo, secondo cui il 12% delle famiglie italiane ha grosse difficoltà a far fronte alle spese base (bollette, spesa alimentare, ecc.). Per molte famiglie è difficile se non impossibile pagare la rata del mutuo e l’affitto (11%), le bollette delle utenze (17%) e le spese mediche (21%). Tra le famiglie che possono contare su dei risparmi, due su tre li hanno intaccati (35%) o pensano di doverlo fare nel prossimo futuro (32%) per far fronte alle spese correnti.

A fronte di questa necessità di riduzione delle spese per beni e servizi primari, il rapporto annuale Confcommercio-Censis su fiducia, consumi e impatto del Covid-19  ha evidenziato (tabella 6) come il 7,8% delle famiglie intervistate abbia acquistato e allestito dispositivi hardware e l’11% stia pensando di farlo. Allo stesso modo, il 9,8% delle famiglie ha attivato un abbonamento pay tv (Sky, Netflix e via dicendo) mentre il 4,5% per ora non l’ha fatto ma ci sta pensando. E ancora, il 5,7% ha acquistato o sostituito una connessione internet e l’8,4% ci sta pensando. Si tratta delle voci che hanno subito i maggiori rincari, il che conferma la tendenza speculativa sui prezzi di questi prodotti.