Lunedi, 25 maggio 2020
Regione Toscana

E' boom per l'e-commerce, ma conviene davvero?

Il coronavirus ha rappresentato uno shock non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per le abitudini di acquisto e di consumo, con il boom dell’e-commerce, che anche nella fase del lockdown ha garantito continuità di servizio per numerose attività. Dalle grandi catene al piccolo negozio di quartiere tutto si è trasferito sul digitale.

Dall’inizio dell'anno a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni sono arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante l’emergenza sanitaria del Covid-19. In tutto, nel nostro Paese, coloro che comprano online sono ad oggi 29 milioni, mentre fino a febbraio 2020 erano 27. I dati sono stati presentati durante il Netcomm Forum, il più grande evento italiano dedicato al tema.

Nei giorni scorsi è stato presentato anche il report sull'e-commerce della Casaleggio Associati, giunto alla XIV° edizione, che ha evidenziato come settori storicamente primi assoluti in classifica come il turismo, che rappresentava il 25% del mercato, scenderanno per la prima volta, mentre altri come i centri commerciali e l’alimentare vedranno crescite a tre cifre. In particolare, l'alimentare, che incideva per il 3,1%, ha registrato picchi di crescita fino al 300%.

Secondo il report, il problema principale per alcuni operatori sarà la capacità logistica di far fronte all'aumento delle richieste, ma gli operatori che sapranno interpretare questo momento potranno raccogliere nuovi clienti da fidelizzare nel tempo. Al riguardo, merita essere segnalato che molti piccoli negozi, magari privi di sito internet, hanno dovuto stimolare la creatività e organizzarsi per raggiungere i clienti con strumenti alternativi come i social o WhatsApp.

La tendenza non riguarda ovviamente soltanto l'Italia ma è globale. Un’analisi fatta dal report trimestrale Q1 Shopping Index di Salesforce (sui trend dello shopping online attraverso i dati di oltre un miliardo di consumatori in tutto il mondo) mostra che il numero di consumatori digitali unici è aumentato del 40% su base annua. La mole di vendite nei primi tre mesi dell’anno ha già superato lo shopping online di Natale. Nel primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre 2019 l’analisi evidenzia un aumento del 20% dei ricavi, una crescita del 16% del traffico digitale e un aumento del 4% della spesa per acquirente, cioè dell’importo medio speso dai consumatori per ogni visita. Nonostante l'impatto del Covid-19 sull'economia mondiale, l'e-commerce crescerà fino al 55% nel 2020.

E i prezzi? Conviene comprare online?

La rilevazione dei prezzi sui siti di e-commerce rimane esclusa dalle indagini sui prezzi al consumo effettuate da Istat. Ogni anno, nel mese di febbraio, Istat effettua un aggiornamento del paniere di riferimento. Nel 2020 sono entrati nel paniere il Sushi take away e la consegna di pasti a domicilio, ma per tutto il resto degli acquisti effettuati online è necessario affidarsi alle indagini indipendenti.

Tra queste, citiamo l'indagine effettuata dall'Osservatorio nazionale Federconsumatori, che ha messo a confronto i costi dei prodotti per il fitness venduti online prima dell’emergenza sanitaria con i prezzi applicati nel mese di aprile, escluse le spese di spedizione. I risultati non sono stati buoni. Tutti i prodotti fanno registrare rialzi consistenti, con un rincaro medio del 72% e punte del 163% per un semplice tappetino: prima costava 8,90 euro, ora occorrono oltre 23 euro. Anche gli elastici da allenamento sono più che raddoppiati, schizzando da 7,90 euro a 17,29 euro (+119%). In termini assoluti il rialzo maggiore è quello della cyclette, che aumenta di ben 110 euro passando da 129 a 239 euro, con un aumento di prezzo dell'85%.

Gli aumenti sono anche legati ai tempi di consegna. Se si vuole il prodotto in tempi rapidi si paga di più, se si è disposti ad attendere un mese o due il prezzo diminuisce.

Si tratta di dati scoraggianti, ma questo non significa che comprare online comporti necessariamente una spesa maggiore rispetto all'acquisto in negozio.

La regola che vale sempre è quella di confrontare i prezzi fra diversi portali e negozi online. Lo si può fare attraverso i portali di comparazione prezzi, tra cui Idealo, che sempre nel mese di aprile ha analizzato i numerosi dati a disposizione sulla propria piattaforma per avere un quadro dettagliato di quali sono i negozi online che offrono i prezzi più vantaggiosi nelle varie categorie di prodotto.

Anche in questo caso i dati sono decisamente interessanti e sorprendenti, perché smentiscono il senso comune secondo cui le offerte migliori si trovano sempre sui siti dei big player.

Dall’analisi risulta che gli e-shop italiani sono molto competitivi e possono riservare sorprese positive. Oltre ad Amazon ed eBay ci sono, infatti, tantissimi altri marketplace o portali che possono offrire veri e propri affari, talvolta perché specializzati in un determinato settore o perché promotori di particolari campagne promozionali che possono essere facilmente individuate tramite la comparazione prezzi.

Un esempio lampante è quello dell’elettronica di consumo. Dai dati Idealo risulta che nel 67,2% dei casi l’offerta più bassa è stata proposta da un e-shop italiano. Maggiori probabilità di risparmio sono garantite dagli e-shop anche per i prodotti legati a salute e bellezza (61,0%) e auto e moto (58,9%).

In generale, il 31,7% dei prodotti con il prezzo più conveniente appartiene ad Amazon (9,6%) e ad Amazon Marketplace (22,1%); a seguire, nel 13,6% dei casi, troviamo invece prodotti di eBay. Tutti gli altri negozi online italiani raggiungono, complessivamente, il 54,7%.

Ovviamente, la giusta ricerca del prezzo più conveniente non deve far dimenticare il rispetto dei requisiti di sicurezza del portale su cui si effettuano gli acquisti. E' necessario verificare sempre l’esistenza di un certificato di sicurezza (indirizzo https e lucchetto nella barra degli indirizzi) per la pagina in cui avvengono le transazioni finanziarie.

Un altro fattore importante, non considerato nelle indagini citate, è quello dei costi di spedizione, perché può capitare anche di trovare prodotti a prezzi molto convenienti ma con costi di spedizione proibitivi, soprattutto se acquistati dall'estero.

Ma cosa succederà dopo la fine dell'emergenza? E' questa la nuova normalità?

Il lockdown ha cambiato abitudini di acquisto e di consumo e alcune di queste abitudini probabilmente rimarranno anche nell’immediato futuro. Chi già comprava online lo ha fatto e lo fa più spesso. Gli altri, quelli finora meno digitali o comunque meno abituati agli acquisti online, hanno scoperto giocoforza la nuova modalità di shopping.

Anche il citato rapporto di Salesforce si chiude con un'interessante considerazione. I consumatori tendono ad adottare nuovi comportamenti che nel tempo si consolidano come la nuova normalità anche nei mesi successivi.

La crisi globale sta cambiando i nostri comportamenti di acquisto ed è ragionevole presumere che la maggior parte dei consumatori continuerà ad operare in questa nuova normalità digitale anche per molto tempo dopo la fine di questa crisi.