Lunedi, 25 maggio 2020
Regione Toscana

Mascherine chirurgiche, gli ultimi dati su disponibilità e prezzi

Con l'inizio della cosiddetta fase 2 e con il conseguente allentamento delle misure restrittive, da lunedì 4 maggio diventa ancora più importante il tema della distribuzione delle mascherine chirurgiche e del loro prezzo di vendita al pubblico.

Come sappiamo, nei prossimi mesi sarà necessario continuare a rispettare il distanziamento sociale e adottare alcuni accorgimenti: tra questi, l’uso sempre raccomandato, e in specifiche circostanze obbligatorio, della mascherina.

Sull’intero territorio nazionale sarà obbligatorio indossare la mascherina in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, compresi i mezzi di trasporto o comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo soltanto i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Le azioni della Regione Toscana

In Toscana le mascherine sono obbligatorie da lunedì 20 aprile. La Regione ha deciso di garantire una capillare distribuzione gratuita a tutti i cittadini toscani e dal 7 aprile a oggi ha distribuito gratuitamente oltre 25 milioni di mascherine. Da lunedì 27 le mascherine gratuite si trovano nelle farmacie e vengono consegnate a domicilio da parte dei volontari dei Comuni, in particolare alle persone anziane.

L’obiettivo della Regione è farne affluire, per i prossimi mesi, almeno 2 milioni al giorno, divise in pacchetti da 5, così da garantire ai cittadini toscani una mascherina al giorno.

Distribuzione e prezzi sul territorio nazionale

Resta comunque di fondamentale importanza capire se la disponibilità delle mascherine può essere garantita su tutto il territorio nazionale e se l’acquisto di questi dispositivi di protezione può considerarsi accessibile per tutti i cittadini. Un'inchiesta di AltroConsumo pubblicata all'inizio di aprile aveva rilevato variazioni di prezzo da 50 centesimi a 6,50 euro per una singola mascherina chirurgica, con una differenza che arrivava al 1200%.

Nei giorni scorsi il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri ha emesso un'ordinanza che impone la vendita delle mascherine chirurgiche a un prezzo massimo di 50 centesimi. Il contenimento dei prezzi sarà agevolato anche dal fatto che le mascherine godranno dell’Iva azzerata. Alle farmacie che hanno acquistato dispositivi di protezione ad un prezzo superiore ai 50 centesimi verrà garantito un ristoro ed assicurate forniture aggiuntive tali da riportare la spesa sostenuta, per ogni singola mascherina, al di sotto del prezzo massimo deciso dal Governo.

Lunedì 27 e martedì 28, all'indomani dell'ordinanza del commissario Arcuri, il Centro Studi Nazionale IRCAF ha realizzato la 1° Indagine nazionale sulle mascherine nelle farmacie delle città capoluogo di Regione.

Scarica l'indagine

Solo il 67% delle farmacie interrogate ha dichiarato di avere in vendita le mascherine chirurgiche monouso o “usa e getta”: si va dal 100% di Bolzano al 42% di Palermo.

Il prezzo medio delle mascherine chirurgiche usa e getta registrato nel corso delle due giornate di rilevazione è stato di 1,59 cadauna, con forti differenze tra le diverse città: si va dai 2,22 € di Torino agli 0,59 € di Trieste. A Firenze il prezzo medio registrato è stato di 1,17 €. La differenza di prezzo più ampia fra le città è del 372%.

Con l'applicazione dell'accordo che segue l’ordinanza del Governo nei prossimi giorni le famiglie potranno risparmiare mediamente 1,10 € per ogni mascherina chirurgica acquistata. Considerando una famiglia media di tre persone, con un utilizzo di 5 mascherine chirurgiche al giorno la spesa media si potrà attestare sui 2,50 € al giorno; prima dell'ordinanza la stessa famiglia avrebbe sostenuto una spesa di 7,90 €. I provvedimenti del Governo dovrebbero pertanto comportare un risparmio significativo; rimane aperto il tema della reale disponibilità delle mascherine (nelle farmacie, parafarmacie, supermercati….) che condiziona lo sviluppo di riapertura della seconda fase.