Lunedi, 6 luglio 2020
Regione Toscana

Dati sensibili, il divieto di trattamento vale anche per i motori di ricerca

Il trattamento dei dati personali che rivelano l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l’appartenenza sindacale, nonché il trattamento di dati relativi alla salute e alla vita sessuale è vietato.

Questa regola, ben nota agli organi di stampa, fino ad ora non riguardava i motori di ricerca dove era possibile rintracciare contenuti che facessero riferimento a queste particolari categorie di dati sensibili.

Sulla questione è però intervenuta la Corte di giustizia europea che ha esamino il caso di alcuni cittadini francesi che avevano chiesto a Google Inc. di deindicizzare alcuni contenuti che comparivano digitando i loro rispettivi nomi e cognomi e che rivelavano aspetti della vita personale che dovrebbero rimanere privati.

Nella sua sentenza, la Corte ricorda che, nei limiti in cui l’attività di un motore di ricerca può incidere, esso è responsabile del rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali.