Giovedi, 21 novembre 2019
Regione Toscana

Rimborso biglietti aerei, il verdetto della Corte di Giustizia

I passeggeri che hanno il diritto di rivolgersi al proprio organizzatore di viaggi per ottenere il rimborso dei loro biglietti aerei non hanno la possibilità di chiedere anche un rimborso al vettore aereo.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia europea esaminando il caso di tre persone che nel marzo del 2015 avevano prenotato voli di andata e ritorno tra Eelde (Paesi Bassi) e Corfù (Grecia) presso un’agenzia di viaggi con sede nei Paesi Passi. La Corte sottolinea che il diritto al rimborso conferito dalla direttiva riguardante i viaggi “tutto compreso”, è sufficiente per escludere la possibilità per un passeggero, il cui volo faccia parte di un viaggio “tutto compreso”, di chiedere il rimborso del suo biglietto aereo al vettore aereo operativo.

Ne risulta quindi che i diritti al rimborso del biglietto non sono cumulabili. Un simile cumulo sarebbe tale da comportare una protezione eccessiva e ingiustificata del passeggero coinvolto, a svantaggio del vettore aereo operativo, in quanto quest’ultimo rischierebbe di dover assumere in parte la responsabilità che incombe sull’organizzatore di viaggi.

La conclusione è valida anche nell’ipotesi in cui l’organizzatore di viaggi non sia economicamente in grado di effettuare il rimborso del biglietto e non abbia adottato alcuna misura per garantire tale rimborso. In tale contesto, la Corte sottolinea che la direttiva prevede, tra l’altro, che l’organizzatore di viaggi debba fornire prove sufficienti del fatto di disporre di garanzie per assicurare, in caso di insolvenza o di fallimento, il rimborso dei fondi depositati.

Voli e scali, chi rimborsa i passeggeri in caso di ritardo? (HelpConsumatori.it)