Mercoledi, 19 settembre 2018
Regione Toscana

Multe, Cassazione: dati del conducente vanno comunicati anche se si fa ricorso

Ogni automobilista sa – o almeno dovrebbe sapere – che il proprietario dell’auto che riceve una multa stradale, contenente oltre alla sanzione pecuniaria anche il taglio dei punti dalla patente, ha 60 giorni di tempo dalla notifica del verbale per comunicare chi era effettivamente alla guida del mezzo. L’invito a effettuare la comunicazione è un vero e proprio obbligo che, se non rispettato, fa scattare una nuova sanzione (dai 286 ai 1142 euro). La comunicazione va inviata anche se si decida di pagare la multa.

Una circolare del Ministero dell’Interno del 2011 aveva stabilito che chi fa ricorso contro una multa non doveva comunicare i dati del conducente prima della fine del giudizio di opposizione alla sanzione. Alcuni organi di polizia erano, fino ad oggi, abbastanza inclini a seguire tale prassi amministrativa.

Di recente è però intervenuta la sentenza n.18027/2018 (depositata il 9 luglio scorso) della Cassazione la quale ha fissato un orientamento più restrittivo. Tale sentenza ha infatti stabilito che il termine di 60 giorni per comunicare i dati del conducente, nel caso di sanzioni amministrative che prevedano la decurtazione dei punti della patente, decorra dalla notifica del verbale principale e non dalla definizione dell’eventuale giudizio/procedimento di opposizione all’infrazione.