Domenica, 9 agosto 2020
Regione Toscana

Conti correnti, i costi da valutare al momento della scelta

I conti correnti sono il prodotto bancario per antonomasia: quasi tutti ne posseggono uno non solo per l’accredito della busta paga o della pensione, ma anche per effettuare alcune operazioni, come pagamenti e domiciliazione delle bollette.

Contrariamente a quanto si possa pensare, non tutti i conti sono uguali. La differenza più evidente riguarda i costi, che sono anche il parametro più importante da considerare al momento della scelta. Riportiamo alcuni consigli per una scelta sicura e consapevole, tratti dal sito Help Consumatori.

I costi dei conti correnti (in parte coincidenti con quelli dei conti deposito) si suddividono in fissi e variabili, con la differenza che i secondi variano a seconda di una serie di variabili come la frequenza di utilizzo, il saldo mensile e le operazioni effettuate.

Partendo dai costi fissi, va senz’altro citata l’imposta di bollo. Quest’ultima comporta una spesa di 34,20 o 100 euro a seconda che il titolare sia una persona fisica (singoli contribuenti) o giuridica (imprese e società).

L’imposta non si applica se il saldo medio nell’arco dei 12 mesi è inferiore a 5 mila euro, una misura evidentemente pensata per favorire l’inclusione finanziaria anche di quei soggetti che altrimenti non si potrebbero permettere di avere una relazione di tipo bancaria. Soprattutto in questi tempi di crisi economica, in cui la raccolta fondi è a minimi storici, alcuni istituti si fanno carico dell’onere: per averne conferma, basta leggere attentamente le condizioni contrattuali del conto.

Fra i costi fissi non si può, inoltre, dimenticare il canone, che può essere corrisposto mensilmente o nel corso dell’anno, secondo quanto pattuito con la banca. Il canone può essere più o meno alto a seconda dei servizi inclusi (ad esempio prelievi illimitati presso gli ATM). Anche qui, l’indicazione è pertanto quella di leggere tutta la documentazione fornita dall’istituto, clausole comprese.

Nella definizione di costi variabili rientrano, invece, le commissioni che scattano quando si effettuano alcune operazioni (ad esempio se si dispone un bonifico o si preleva una somma di denaro agli sportelli di altre banche). Può essere previsto un contributo anche quando si richiede l’emissione di assegni e simili e per la domiciliazione di utenze o mutui con pagamento rateizzato nel tempo.

Online sono disponibili numerosi prodotti a zero commissioni. L’unico requisito? Le operazioni devono essere svolte rigorosamente su internet, tramite le apposite piattaforme di home banking.

Un’ultima voce da tenere, infine, in considerazione riguarda il massimo scoperto. Se si va in rosso, si rischia in alcuni casi di pagare cifre anche piuttosto salate.