Sabato, 25 novembre 2017
Regione Toscana

Cyberbullismo: arriva la legge per il contrasto al fenomeno

Un’approvazione attesa da lungo tempo, quella che ha finalmente ottenuto il disegno di legge che punta a contrastare il fenomeno del cyberbullismo. Il testo è stato approvato all’unanimità: 432 favorevoli ed una sola astensione. L’iter della legge era iniziato nel 2014 su proposta della Senatrice Elena Ferrante, ex insegnante di Carolina Picchio, una ragazza di 15 anni che, dopo essere stata violentata da un gruppo di compagni non ha retto il supplizio di veder condiviso sui social e sul web il video che la ritraeva e si è tolta la vita.

Una prima importante novità è la definizione del fenomeno del cyberbullismo. L’ordinamento italiano intende con tale fenomeno “ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. A ciò si aggiunge la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo”.

Il minore di 14 anni che è vittima di cyberbullismo può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.

Oltre a questo, un ruolo fondamentale nel contrasto al fenomeno è dato alla scuola, luogo in cui i ragazzi trascorrono buona parte della loro giornata e che quindi rappresenta un’importante agenzia educativa.

In ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il cyberbullismo. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico e attivare adeguate azioni educative. L’obbligo di informazione è circoscritto ai casi che non costituiscono reato. Più in generale, il Ministero del’Istruzione ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando sulla formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, mentre ai singoli istituti è demandata l’educazione alla legalità e all’uso consapevole di internet. Alle iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche polizia postale e associazioni territoriali.

In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia la legge sul cyberbullismo ricalca la linea di quanto previsto per lo stalking. Il “cyberbullo” perciò potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.