Martedi, 16 ottobre 2018
Regione Toscana

Canone Rai non dovuto? Le istruzioni per chiedere il rimborso

Novità importanti sul fronte del canone RAI. Se da una parte il Tar del Lazio ha spento definitivamente le speranze di vedere annullato l’inserimento del balzello nella bolletta della luce, respingendo il ricorso presentato da Altroconsumo e Codacons, dall’altra parte l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un provvedimento che definisce le “modalità di presentazione dell’istanza di rimborso del canone per uso privato”.

Si tratta, però, della strada che possono seguire solo coloro che hanno già pagato erroneamente il canone, essendo trattenuto in bolletta dal fornitore di energia elettrica.

I contribuenti possono inviare da subito l'istanza con raccomandata allo Sportello Abbonamenti TV dell'Agenzia delle Entrate o, in modalità telematica, dal 15 settembre, tenuto conto dei tempi necessari per lo sviluppo dell'applicazione web dedicata. Con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate viene approvato il modello con le relative istruzioni per la richiesta di rimborso del canone di abbonamento alla tv per uso privato indebitamente pagato attraverso l'addebito sulle fatture di energia elettrica. Il modello e le istruzioni per la compilazione sono disponibili sui siti internet dell'Agenzia delle Entrate e della Rai.

I requisiti per chiedere il rimborso

Possono fare domanda di rimborso del canone Rai indebitamente addebitato in fattura elettrica, tutti gli utenti che abbiano, sia personalmente che mediante un altro componente della rispettiva famiglia anagrafica, i requisiti di esenzione, anche per effetto di convenzioni internazionali. Allo stesso modo devono aver presentato la relativa dichiarazione sostitutiva. Si ricorda, poi, che tutti i soggetti over 75 con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro sono ritenuti esenti dal pagamento.

L’istanza di rimborso la si può presentare anche nel caso in cui il canone Rai sia stato pagato, sia tramite addebito sulle bollette elettriche sia con differenti modalità. La richiesta di rimborso, infatti, si considera valida quando il contribuente ha versato il canone tv addebitato nelle fatture di energia elettrica e lo stesso canone risulta pagato anche mediante addebito sulle fatture attinenti ad un’utenza elettrica intestata ad altro membro della famiglia anagrafica.

Come presentare la domanda di rimborso

I contribuenti che possiedono almeno uno dei requisiti sopra menzionati, possono inviare la domanda di rimborso, allegando una copia di un documento di riconoscimento, con raccomandata all’indirizzo: Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale 1 di Torino, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Se, invece, si decide di optare per l’invio in modalità telematica, mediante l’app che sarà disponibile dal 15 settembre 2016 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si dovranno utilizzare le credenziali dei servizi telematici.

Sono ammesse anche le domande inviate prima della pubblicazione del provvedimento delle Entrate menzionato, a patto che rechino tutti i dati utili ai fini della verifica dei presupposti del rimborso.

Entro quanto deve essere fatto il rimborso?

I presupposti dell’istanza di rimborso vengono verificati dall’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale 1 di Torino, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV.

Sono, poi, le imprese elettriche ad effettuare il rimborso accreditandolo sulla prima fattura utile, oppure con diverse modalità, in ogni caso l’effettiva erogazione deve avvenire entro e non oltre 45 giorni dal momento in cui le stesse imprese elettriche ricevono tutte le informazioni, da parte dell’Agenzia delle Entrate, necessarie all’attuazione del rimborso.

Qualora, poi, il rimborso da parte delle imprese elettriche non dovesse andare a buon fine, lo stesso verrà direttamente erogato dall’Agenzia delle Entrate.