Venerdi, 22 settembre 2017
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Aggiornato: 2 ore 51 min fa

Istruzione e formazione professionale, Regione Toscana: due bandi per ragazzi under 18

Lun, 06/19/2017 - 06:52

Istruzione e formazione professionale, al via due bandi, nell’ambito del progetto regionale Giovanisì, per consentire ai ragazzi sotto i 18 anni di completare un percorso formativo e muovere i primi passi nel mondo del lavoro con un bagaglio di competenze spendibili sul mercato del lavoro nel territorio in cui vivono. La Regione investe per questo risorse pari a 22 milioni di euro complessivi, tratte in parte dal Por Fse 2014-20.

Il primo avviso, (decreto dirigenziale n. 7932 del 25 maggio 2017) è rivolto ai cosiddetti drop-out, ovvero agli under 18 che hanno lasciato la scuola superiore senza aver preso il diploma, mentre il
secondo avviso, (decreto 8100 del 7 giugno 2017), si rivolge ai giovani in uscita dalla terza media. Questi ultimi percorsi rappresentano una novità nel nostro sistema formativo regionale e partiranno dall’a.s. 2018/19.

“I due avvisi pubblicati in queste settimane – commenta l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Cristina Grieco – concretizzano la sperimentazione del sistema duale, inserendola all’interno dei percorsi
di Istruzione e formazione professionale, finalizzati a facilitare la transizione tra il sistema della formazione professionale e il mondo del lavoro, contrastare la dispersione scolastica, promuovere le esperienze dei giovanissimi in contesti lavorativi. I percorsi, biennali o triennali secondo le diverse tipologie di destinatari, saranno avviati nel primo caso già dai prossimi mesi e comunque entro il 2018.

Bando “drop out”
L’avviso si rivolge a organismi formativi accreditati che sono chiamati a presentare progetti di percorsi biennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) per le annualità 2017/18 e 2018/19 entro il 27 luglio 2017.

I percorsi biennali, sono rivolti a i giovani di età inferiore ai 18 anni che hanno assolto l’obbligo di istruzione e sono usciti dal sistema scolastico. I giovani devono avere un’età inferiore ai 18 anni al momento dell’iscrizione al percorso IeFP. I progetti dovranno includere la sperimentazione del sistema duale (alternanza scuola-lavoro).
Per l’attuazione del presente avviso è disponibile la cifra complessiva di Euro 16.000.000,00 a valere sul Por Fse 2014-2020. http://www.regione.toscana.it/-/por-fse-2014-2020-finanziamenti-per-corsi-iefp-rivolti-a-drop-out-con-alternanza-scuola-lavoro

Bando IeFP triennale 2018-2021
L’avviso si rivolge a organismi formativi accreditati nell’ambito dell’obbligo d’istruzione, che dovranno presentare progetti di percorsi formativi triennali, rivolti a giovani, under 18, in uscita dal primo ciclo di istruzione e in possesso del relativo titolo di studio, per il triennio 2018/19, 2019/20, 2020/21. In altre parole, questi percorsi avranno la durata di tre anni e sono accessibili già a partire dall’anno successivo alla terza media dagli under 18 che non proseguono gli studi nei canali tradizionali di istruzione. Anche in questo caso è prevista la sperimentazione del sistema duale.

“La programmazione dei progetti formativi triennali di IeFP – osserva l’assessore – costituisce una novità rispetto al passato, si colloca nel sistema complessivo dell’offerta regionale IeFP ed è finalizzata, in particolare a garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e formazione professionale fino ai 18 anni. Nello stesso tempo i percorsi saranno orientati a facilitare i contatti fra sistema della formazione professionale e mondo del lavoro, anche attraverso la promozione di modalità di apprendimento ed esperienze sul campo, in contesti lavorativi. Un modo per dare anche una risposta coerente ai fabbisogni formativi e professionali dei territori”.

Per l’attuazione del presente avviso è disponibile la cifra complessiva di 6 milioni, dei quali 1.403.574,00 finalizzati alla sperimentazione del sistema duale.

Fonte: Regione Toscana

Carlo De Masi è il nuovo presidente nazionale Adiconsum

Ven, 06/16/2017 - 06:35

Si è concluso il VII congresso nazionale di Adiconsum che ha portato all’elezione del nuovo presidente dell’Associazione a difesa dei consumatori e dell’ambiente promossa dalla Cisl. Pugliese, laureato in economia e commercio e scienze politiche, Carlo De Masi è il nuovo presidente di Adiconsum.

“Proseguirò nel lavoro svolto finora – dichiara Carlo De Masi, neopresidente di Adiconsum nazionale – In questi ultimi anni, i cambiamenti tecnologici susseguitisi a ritmi vertiginosi hanno inciso profondamente negli usi e consumi dei consumatori, portando loro da un lato indubbi benefici ed opportunità, ma dall’altro nuove forme di vessazioni”.

“La sfida che come Adiconsum ci poniamo per i prossimi anni – prosegue De Masi – è quella di intercettare i nuovi bisogni delle famiglie e di essere pronti a tutelarli, con un occhio proiettato sempre più alla promozione di un consumerismo declinato con la sostenibilità. Serve un cambio di passo nel consumerismo. Questa è la sfida che Adiconsum intende affrontare, come sempre a fianco dei cittadini consumatori”.

Fonte: Ufficio Stampa Adiconsum

L’Ospedale di Prato lancia l’appello: c’è una grave carenza di sangue per i gruppi O e A

Ven, 06/16/2017 - 06:31

«Siamo in grave carenza di sangue per i gruppi 0 e A, vi chiedo gentilmente un immediato supporto». Questo appello, rivolto a tutte le associazioni dei donatori, arriva direttamente dal dottor Antonio Crocco, direttore dell’ufficio di medicina trasfusionale dell’ospedale di Prato. Una richiesta che il Gruppo Fratres gira a tutti i donatori e anche a coloro che per la prima volta volessero avvicinarsi a questo gesto semplice ma di estrema utilità sociale.

Questa domenica, 18 giugno, presso la sede provinciale dell’associazione in via Galcianese, che si trova all’interno del complesso della Misericordia, si tiene una raccolta sangue aperta a tutti gli interessati.

Le donazioni si possono effettuare dalle 7 alle 11. Non occorrono prenotazioni (anche se consigliate), basta presentarsi, pesare più di 50 chili ed essere in buona salute. Dai 18 fino ai 70 anni tutti possono donare. Per informazioni: 0574-609730; www.fratres.prato.it e info@fratres.prato.it.

Fonte: Fratres Prato

Parrucche per le donne con patologie oncologiche, 500.000 euro dalla Regione Toscana

Ven, 06/16/2017 - 06:29

Un contributo fino a 300 euro per ogni donna che, in seguito a patologie oncologiche, o altre patologie che hanno come conseguenza l’alopecia, necessita di una parrucca. La Regione lo riconosce dal 2006, e lo conferma anche per il 2017, con una delibera, presentata dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta, che assegna a questo scopo alle aziende sanitarie la somma complessiva di 500.000 euro.

“La parrucca riveste un ruolo molto significativo negli aspetti relazionali e interpersonali ed è molto importante nelle fasi di recupero della qualità della vita – dice l’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi – Per questo come Regione ogni anno ci impegnamo a garantire questo contributo, che viene riconosciuto ormai da 11 anni. Voglio sottolineare che questa è una prestazione extra Lea (Livelli essenziali di assistenza), che solo la Toscana, insieme a poche altre Regioni, riconosce, perché la riteniamo una scelta di grande valore etico”.

La Regione finanzia questo contributo dal 2006, prima rivolto solo alle persone con patologie oncologiche, dal 2008 esteso anche alle persone con alopecia conseguente ad altre patologie. Le persone che beneficiano del finanziamento sono quasi tutte donne. Dal monitoraggio annuale condotto dalla Regione risulta che dal 2013 al 2016 sono state 7.515 le donne che hanno beneficiato del contributo della Regione per l’acquisto di parrucche: 1.762 nel 2013, 1.938 nel 2014, 1.899 nel 2015, 1.916 nel 2016.

Fonte: Regione Toscana

App gratis? MDC: dopo il periodo di prova possono costare fino a 90 euro a settimana

Ven, 06/16/2017 - 06:25

App gratis ma solo per un breve periodo di prova scaduto il quale possono arrivare a costare anche 99 dollari (88,34 euro) a settimana. A denunciarlo è il Movimento Difesa del Cittadino che fa l’esempio di “Mobile protection: Clean & Security VPN”, entrata nella top ten delle App più redditizie in grado di generare fino ad 80mila dollari al mese. Come tante App “ingannevoli”, si caratterizza per una descrizione assolutamente approssimativa del servizio offerto, parlando genericamente e in maniera sgrammaticata di rimozione dei contatti doppi, scan completo dei dati del cellulare e di possibilità di cambiare l’IP del proprio device tramite le sue funzioni premium.

Tale App propone inoltre per la funzione non meglio identificata “secure Internet” un’opzione “FREE TRIAL” che mostra solo tra le righe della licenza d’uso, e al momento della conferma, il costo di 99,00 dollari per un abbonamento, che si rinnova in automatico ogni 7 giorni. In questo modo allo sviluppatore è bastato accalappiare gli errori di appena 200 utenti per incassare 80mila dollari al mese. Un valore complessivo di 960mila dollari l’anno. Il segreto? Si sfrutta il nuovo sistema di advertising introdotto nel search di App Store: tramite le inserzioni e la visibilità acquistata sfruttando le keyword più importanti, gli sviluppatori di queste App avvicinano gli utenti meno esperti e ottengono i clic “free trial” a pagamento.

“In Italia dopo una indagine dell’Antitrust su ITunes, Google, Gameloft e Amazon, i titolari degli store online si sono visti approvare, nell’ormai lontano 2015, una serie di impegni – precisa l’Avv. Francesco Luongo, presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino – In particolare, hanno sostituito termini quali “Gratis” e “Free” con espressioni tali da rendere chiaro ai consumatori che un’App scaricabile gratuitamente può comportare la necessità di effettuare successivi pagamenti per una sua piena utilizzazione. Gli stessi operatori hanno proposto, inoltre, misure volte a consentire ai consumatori un controllo più efficace e consapevole sugli strumenti di pagamento associati al dispositivo, in modo da impedire acquisti non voluti”.

“Purtroppo non basta aver eliminato la parola “Gratis” dagli App store, ma è necessario attivare procedure di verifica costanti su quali applicazioni gli sviluppatori mettono on line e con quali descrizioni, altrimenti i casi come quello denunciato saranno all’ordine del giorno visto che una quota degli incassi finisce proprio ai venditori – denuncia Luongo – Il Movimento Difesa del Cittadino invita i consumatori alla massima attenzione ed a segnalare senza ritardo tutti gli addebiti non riconosciuti legati all’utilizzo di App in apparenza gratuite”.

Fonte: Ufficio Stampa MDC

Vaccinazioni, attivo il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della salute

Gio, 06/15/2017 - 06:48

E’ attivo il numero di pubblica utilità 1500 al quale risponderanno medici ed esperti del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità per fornire ai cittadini informazioni e risposte in merito alle novità introdotte dal recente decreto legge in materia di vaccinazioni obbligatorie da zero a 16 anni. Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.00. Consulta anche la Guida ai nuovi obblighi vaccinali diffusa in occasione della pubblicazione in Gazzetta del decreto.

Il decreto legge estende da 4 a 12 le vaccinazioni obbligatorie previste, includendo oltre alla vaccinazione anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica e anti-epatite B anche l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica B, l’anti-meningococcica C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite e l’anti-varicella, in ragione della loro elevata contagiosità.

Tutte le 12 vaccinazioni sono gratuite, perché già inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Le dodici vaccinazioni devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017, mentre ai nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascun anno di nascita.

Per effettuarle non saranno necessarie singole diverse somministrazioni, perché sei vaccini sono ricompresi nella cosiddetta esavalente (anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae tipo b) e quattro nella quadrivalente (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella). Devono invece essere somministrati separatamente i vaccini anti-meningococco B e antimeningococco C.

Il Ministero ha inoltre pubblicato sul proprio sito e diffuso direttamente alle istituzioni della salute centrali e locali una circolare esplicativa, che descrive il razionale dell’intervento normativo, quali sono le vaccinazioni obbligatorie previste, gli adempimenti e gli obblighi dei vari soggetti coinvolti e le disposizioni transitorie per il prossimo anno scolastico.

Nella circolare viene ribadito l’obiettivo del decreto legge, che è quello di rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico per raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95%, come raccomandato dall’OMS e garantire così la “immunità di gregge”, cioè il livello di immunizzazione di una collettività che permette di proteggere i più fragili e chi non può vaccinarsi. Si sottolinea al riguardo l’importanza di una stretta collaborazione tra tutte le componenti dell’amministrazione statale e territoriale, e non solo del Servizio Sanitario Nazionale, al fine di rendere effettivo l’obbligo vaccinale e garantire il bene della tutela della salute, individuale e collettiva.

Per approfondire:

Fonte: Ministero della Salute

Stop al roaming nell’Unione europea

Gio, 06/15/2017 - 06:45

Da oggi, 15 giugno 2017, i cittadini europei potranno utilizzare telefonini, smartphone e tablet senza costi aggiuntivi mentre si trovano nei Paesi UE (Gran Bretagna inclusa, in attesa del perfezionamento della Brexit) e in quelli dello Spazio economico europeo (Norvegia, Liechtenstein e Islanda); resta per ora esclusa la Svizzera.

Il Parlamento europeo ha infatti rimosso l’ultimo ostacolo all’abolizione dei costi del roaming (il sovrapprezzo per le comunicazioni) prevista per il 15 giugno 2017, che consentirà ai consumatori di controllare le proprie e-mail, usare le mappe, caricare foto sui social media, telefonare e scrivere messaggi a casa senza costi aggiuntivi mentre si trovano nei vari paesi UE.

La risoluzione legislativa, che fissa il tetto massimo dei prezzi che gli operatori delle telecomunicazioni possono applicare tra loro per l’uso della rete nel roaming dei loro clienti, è stata approvata con 549 voti a favore, 27 contrari e 50 astensioni.

Nell’accordo informale tra il Parlamento europeo e il Consiglio sui tetti ai prezzi all’ingrosso si stabiliscono i limiti sui costi che gli operatori telefonici potranno addebitarsi reciprocamente per l’utilizzo delle loro reti al fine di effettuare chiamate transfrontaliere in roaming. Tali prezzi all’ingrosso del roaming influenzeranno indirettamente i costi finali dei consumatori.

Come ricorda la Commissione europea, dal prossimo 15 giugno i telefoni mobili potranno essere usati mentre si viaggia nella UE pagando lo stesso prezzo sostenuto nel Paese di residenza: se si paga per un pacchetto di minuti, sms o dati nel Paese in cui si è stabiliti, ogni chiamata voce, sms o sessione per i dati effettuata mentre si viaggia nella UE sarà dedotta dal volume previsto dal contratto come se ci si fosse trovati sempre nel Paese di residenza (quello in cui si è acceso il contratto telefonico) senza ulteriori costi. In sostanza, è la fine del roaming così come lo abbiamo conosciuto finora.

I limiti al prezzo massimo che gli operatori si caricano l’un l’altro per l’uso delle reti (mercato roaming all’ingrosso) sono stati fissati in 0,032 centesimi di euro per minuto per la voce (da metà giugno 2017), in 0,01 per sms, una riduzione progressiva in cinque anni per il traffico dati da 7,7 centesimi per GB da metà giugno prossimo a 6/GB dal 2018, a 4,5 centesimi/Gb dal 2019, a 3,5 dal 2020, a 3/GB dal 2021 a 2,5 /Gb dal 2022.

>> Vai all’approfondimento

Fonte: Vivieuropa – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Comune di Firenze: il caldo spinge in alto l’ozono. Il sindaco: “A casa bambini, anziani e asmatici”

Gio, 06/15/2017 - 06:39

Il caldo spinge in alto il livello di ozono che ieri ha raggiunto un valore 182 microgrammi per metro cubo d’ aria, di poco oltre la soglia di legge (180) come media oraria. Lo sforamento, il primo quest’anno, è stato registrato dalle centraline di Signa. Per oggi e domani si prevedono condizioni di alta pressione che manterranno quasi stazionari i livelli di concentrazione di questo inquinante. (http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/bollettini/bollettino-giornaliero/ozono-previsioni-per-la-toscana).

Per questo il sindaco ha emesso un avviso alla popolazione per invitare i cittadini a evitare attività ricreative con esercizio fisico intenso all’aperto nelle ore più calde della giornata e, nei lavori all’aperto, di concentrare nella fascia pomeridiana le attività faticose (oltre ad effettuare pause in zone o strutture all’ombra). Ai soggetti più sensibili (bambini, anziani, asmatici, persone affette da malattie dell’apparato respiratorio) si raccomanda di evitare la permanenza all’aria aperta.

Fonte: Comune di Firenze

Evasione fiscale ed emersione, accordo di collaborazione tra Regione Toscana, Asl centro e Agenzia delle entrate

Gio, 06/15/2017 - 06:30

Firma a tre tra Regione Toscana, Asl centro e Agenzia delle entrate. L’obiettivo è scambiarsi dati e analisi per contrastare in modo ancor più efficace illegalità e concorrenza sleale ma anche capire se le segnalazioni della Regione abbiano portato o porteranno in futuro ad un’impennata del gettito.

L’attenzione è concentrata sulle addizionali Irpef ma anche sull’Iva. Con l’intesa siglata ieri l’Agenzia delle entrate si impegna a valutare i dati degli imponibili delle aziende oggetto dei controlli straordinari sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che la Regione ha messo in atto attraverso i tecnici della Asl dopo il rogo della Teresa Moda a Prato il 1 dicembre 2013 e che hanno finora riguardato oltre ottomila aziende (in gran parte cinesi) dell’area metropolitana. Controlli e ispezioni che proseguiranno fino alla primavera del 2019 per altri due anni, durante i quali sarà posta attenzione anche sulla formazione dei dipendenti e regolarità dei contratti di lavoro, segnalando alle autorità competenti ogni informazione utile per contrastare l’evasione fiscale.

Le pagine sul progetto Lavoro sicuro (risorse on line) La giunta regionale, da parte sua, assicurerà all’Agenzia delle entrate anche il supporto dell’Irpet, l’istituto di programmazione economica, nel caso di richiesta di studi e analisi.

L’accordo di collaborazione firmato ieri, mercoledì 14 giugno 2017, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, varrà fino alla fine delle legislatura. Non è comunque il primo protocollo siglato con l’Agenzia delle Entrate: lo precede una convenzione del 2015 per la gestione di Irap e addizionale Irpef. Al 2013 risale invece un’intesa con a il comando della Guardia regionale di Finanza per il potenziamento delle azioni di controllo sulle entrate regionali e il loro coordinamento.

Alla firma sono intervenuti il presidente della Toscana Enrico Rossi, l’assessore al bilancio Vittorio Bugli, il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate Carlo Palumbo e il direttore generale della Asl Centro Emanuele Gori.

Il progetto Lavoro Sicuro: i numeri dopo quasi tre anni
Il 1 dicembre 2013 sette operai cinesi, cinque uomini e due donne, morivano nel rogo della fabbrica dove lavoravano ma anche vivevano, a Prato. L’incendio alla Teresa Moda segna uno spartiacque e qualche mese dopo nasce il progetto “Lavoro sicuro”, piano triennale straordinario con cui la Regione decide di lanciare il guanto della sfida e contrastare in maniera netta quell’illegalità, non solo certo delle aziende cinesi, che non garantisce ai lavoratori i diritti più elementari e quell’illegalità che conta un’economia sommersa e un nero quantificato (dati 2013) dell’Irpet in un miliardo di euro l’anno.

Nel 2014 vengono assunti dalle Asl di Prato, Firenze, Empoli e Pistoia settantaquattro tecnici ispettori per la prevenzione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Davanti a loro un’agenda fitta, con 7.700 aziende da controllare in tre anni, poi nei fatti cresciute, e oltre la metà solo a Prato. Le prime ispezioni iniziano a settembre: controlli ma anche percorsi di rientro e ‘affiancamento’, con l’aiuto delle associazioni di categoria e degli ordini dei professionisti, repressione ma anche prevenzione.

Dopo tre anni, al giro di boa prima di ripartire con nuovi controlli fino al 2018, si tirano le somme e i numeri raccontano di 8.257 aziende verificate (quasi cinquemila solo a Prato), di solo un’azienda su sette che era in regola all’inizio – il 15,9% per l’esattezza – e una su due (il 55,4%) a posto sotto ogni profilo negli ultimi mesi, circa quattrocento sequestri e più di quattromila prescrizioni ma anche l’84 per cento delle aziende che dopo i controlli si è adeguata, non è sparita nel nulla e ha pure pagato tutte le sanzioni comminate.

Fonte: Regione Toscana

Confconsumatori Firenze: processo penale bancarotta fraudolenta Banca Etruria, ultimi giorni per la costituzione di parte civile

Gio, 06/15/2017 - 06:10

La sede fiorentina di Confconsumatori ricorda a tutti gli interessati che il prossimo 22 giugno avvierà ad Arezzo un processo penale per bancarotta fraudolenta nei confronti di 21 persone, ex amministratori della Banca, accusati di aver distratto dalle casse sociali oltre cento milioni in prestiti mai rimborsati.

Gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati hanno titolo, non essendo creditori sociali (perché esclusivi dal passivo), per chiedere a loro volta il risarcimento dei danni subiti per l’impoverimento della società di cui detenevano titoli.

Infatti le forti perdite su crediti (allegramente concessi) hanno determinato lo stato di insolvenza della società e quindi un danno al patrimonio della Banca ed al patrimonio di azionisiti e subordinati.

Gli interessati possono contattare la sede fiorentina di Via Modena 23, telefonando al numero 055,585564 oppure inviando una mail all’indirizzo firenze@confconsumatori.it

Quello che occorre per la costituzione di parte civile sono i documenti attestanti l’acquisto di azioni od obbligazioni subordinati e gli estratti conto titoli degli anni 2014 e 2015.

Fonte: Ufficio Stampa Confconsumatori

Filiera del pesce: costituita a Livorno una rete che lavorerà per valorizzate imprese ed esercizi commerciali sostenibili

Mer, 06/14/2017 - 17:29

Nella suggestiva cornice della Fortezza Vecchia di Livorno, all’interno del Festival nazionale “Educazione, Scuola e Consumo” dell’Università di Firenze (SCIFOPSI), si sono conclusi i lavori del  workshop “Per una pesca sostenibile e la tracciabilità di filiera. Educare al consumo responsabile” promosso dal Centro Tecnico per il Consumo e dalle Associazioni dei consumatori.  

Soddisfatte le undici Associazioni dei consumatori socie del Centro Tecnico per il Consumo (C.T.C.) – ADiC, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Aeci, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, perché per la prima volta in Italia, hanno dato avvio, partendo dal territorio, ad un percorso condiviso per lo sviluppo di un processo culturale integrato che coinvolge le istituzioni, i pescatori e le loro rappresentanze, la grande distribuzione cooperativa, le associazioni di categoria della pesca e del commercio,  la scuola,  l’università e la ricerca scientifica, con l’obiettivo comune di rendere sempre più trasparenti e tracciabili queste filiere e di valorizzare le economie locali.

Dopo i saluti di Paolo Caldesi, rappresentante delle Regioni al CNCU del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’assessore all’Ambiente e alle Energie rinnovabili del Comune di Livorno Giuseppe Vece e dell’organizzatore e responsabile scientifico del Festival Stefano Oliviero, ha introdotto e moderato i lavori  del workshop Fulvio Farnesi in e, qualità di vice presidente del CRCU della Regione Toscana, ha portato i saluti dell’assessore regionale alle Politiche dei consumatori Monica Barni ed ha illustrato il ruolo delle associazioni dei consumatori.

La presidente del Centro Tecnico per il Consumo Clara Gonnelli, nel presentare la propria relazione, ha riferito che il CTC, con le Associazioni dei consumatori, a partire dallo scorso anno, stanno affrontando le varie tematiche legate ai consumi costruendo ‘alleanze di filiera’  con enti e aziende che producono beni e servizi e che assumono la  sostenibilità  come valore di impresa e indicatore essenziale  di  innovazione, riconoscibile dal consumatore rispetto ai criteri di trasparenza, tracciabilità, legalità, sicurezza, eticità, rispetto dei diritti umani.

Con l’approvazione della nuova Politica Comune della Pesca (PCP),  l’Unione Europea e gli Stati Membri,   a  seguito della pressione di movimenti internazionali, si è impegnata a garantire la sostenibilità ambientale, economica e   sociale della pesca in Europa. Gli Stati Membri e quindi  anche  l’Italia,  sono chiamati a  stabilire regole di  gestione delle flotte  che siano in equilibrio con un accesso equo e sostenibile alle risorse marine a disposizione, per garantire il futuro delle nostre acque e delle comunità di costiera.  Hanno aperto i lavori a carattere scientifico alcuni autorevoli rappresentanti istituzionali

Paolo Sartor del CIBM-Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata di Livorno, ha  sostenuto che secondo stime della Fao, per oltre l’80 % degli stock valutati (Gli stock sono una frazione di una popolazione ittica sfruttata dalla pesca), sono stati raggiunti o superati i livelli di pesca sostenibile; inoltre a livello  mondiale, salvo eccezioni per alcuni paesi, una grande frazione delle catture totali della pesca non viene commercializzata, a causa di una scarsa cultura verso il consumo del prodotto ittico e della scarsa disponibilità a dedicare tempo alla preparazione del cibo.

È  alle Capitanerie di Porto che la PCP ha affidato il ruolo di controllo della conservazione delle specie ittiche. Per la Capitaneria di Livorno sono intervenuti al workshop il capo sezione operativa, Tenente di Vascello Ivan Bruno ed i marescialli  Aniello Russo e Mario Bezzeccheri del Centro Controllo Pesca. Essi  hanno sottolineato il ruolo importante che hanno i pescatori nel trasmettere  correttamente le informazioni  agli organi competenti (Step by Step) per permettere alle Amministrazioni di intraprendere misure di gestione per lo sfruttamento razionale delle risorse ittiche e prevenire nel contempo l’illegalità.

Goffredo Guglielmone veterinario dell’USL Nord-Ovest Toscana si è soffermato sugli aspetti relativi ai prodotti primari della pesca e agli  obblighi specifici di legge, in merito agli aspetti igienico-sanitari di tutta la filiera all’interno della quale il produttore/pescatore, deve essere in grado di documentare la provenienza dei prodotti e di mettere in atto le procedure di rintracciabilità.

Le brevi relazioni istituzionali si sono concluse con l’intervento della referente per l’Orientamento dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana (USR) Donatella Ciuffolini la quale, nel mostrarsi disponibile alle tematiche educative che servono ad implementare le competenze dei ragazzi in materia di sostenibilità, ritiene importante e necessario che sia attuato un approccio educativo multidisciplinare e integrato, con la partecipazione attiva dei vari soggetti di filiera, nello specifico quelli della pesca,  affinché questi collaborino con le scuole per l’educazione ai temi di cittadinanza attiva e per l’attivazione di efficaci percorsi di orientamento ed alternanza scuola-lavoro.

Danilo Di Loreto di Impresa Pesca di Coldiretti Toscana, si è pronunciato favorevolmente ad accordi di filiera e ad attività di educazione al consumo responsabile, da realizzarsi in collaborazione con le Associazioni dei consumatori ed i partner del percorso. Ritiene che l’educazione al consumo sia importante per creare sensibilizzazione, a partire dalle scuole.

Giampaolo Buonfiglio, Presidente nazionale del Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane AGCI Agrital, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare, Dipartimento Pesca, ha molto apprezzato l’iniziativa e lo sforzo unitario fatto dalle Associazioni dei consumatori della Toscana nel richiedere maggiore trasparenza e tracciabilità delle filiere, ed ha esortato le stesse Associazioni ad essere presenti nei luoghi decisionali (Commissioni ecc.) per poter portare il proprio contributo attivo.

È  intervenuto Aldo Cursano,  vice presidente nazionale vicario nonché presidente regionale della FIPE-Federazione Italiana Pubblici Esercizi Toscana (di cui fa parte anche Confcommercio Toscana presente all’iniziativa con Gianni Picchi,) che ha accolto molto favorevolmente l’appello dei consumatori a creare accordi di filiera per lo sviluppo di azioni comuni che siano  in linea  con la ricerca di un nuovo modello di consumare, all’insegna della sostenibilità e della sobrietà.

Anche la  presidente Confesercenti di Livorno Anna Landini è stata concorde nel voler collaborare con i consumatori per trovare forme nuove di ristorazione che siano più vicine alle loro esigenze.

La grande distribuzione cooperativa è stata rappresentata dal manager della categoria del pesce Riccardo Romano che nel suo intervento ha focalizzato le modalità di approvvigionamento e gestione del pescato locale nei banchi della catena distributiva, sottolineando che Unicoop Tirreno sta prestando molta attenzione al tema degli scarti del pescato, promuovendo anche campagne educative per l’utilizzo del pesce locale.

Seppur nella complessità e problematicità del sistema pesca, sono state presentate all’iniziativa due esempi di buone pratiche con le quali si è dimostrato che agire in maniera sostenibile si può. La prima esperienza è stata illustrata da Massimo Bernacchini de I pescatori di Orbetello che, nel raccontare la storia della laguna maremmana, ha messo in evidenza come si possano sviluppare forme di economia locale tracciabili e trasparenti, recuperando le tradizioni, servendo nel proprio ristorante il cosiddetto pesce povero, con ottimi piatti, fatti di ricette locali.

La seconda riguarda un’esperienza, realizzata in collaborazione con i pescatori di Viareggio, che è stata presentata dal presidente del Centro di educazione del gusto Alessandro Venturi, associazione che è riuscita a coinvolgere nel corso degli anni un numero molto considerevole di alunni che hanno fruito delle mense scolastiche. Attraverso percorsi guidati di educazione al gusto, si sono educati i ragazzi a scegliere, a mensa, il pesce fresco, ottenendo così una sensibile riduzione dei bambini che rifiutavano il consumo del pesce del 40%.

Per Slow Food Livorno, associazione da tempo sensibile a queste tematiche, è intervenuta la presidente Fiamma Tofanari, la quale oltre a portare le esperienze di Orto in condotta, ha informato i presenti della imminente manifestazione ‘Cacciuccopride’, promossa dal Comune di Livorno con la collaborazione di altri soggetti tra cui Slow Food che ha, tra l’altro, l’obiettivo di promuovere ‘il cacciucco dalle 5 C, sostenibile, buono, pulito, giusto e amico del mare’. È seguito infine l’intervento di Giovanni Raimondi dell’Acquario di Livorno che ha portato la propria esperienza.

La presidente del CTC Clara Gonnelli nel trarre le conclusioni della interessante iniziativa, che ha visto confrontarsi una molteplicità di attori della filiera del pesce, nel cogliere i suggerimenti pervenuti, ha lanciato la proposta di formulare a livello integrato una progettualità flessibile, il cui modello potrebbe prevedere una rete tra USR per la Toscana e altri soggetti (istituzioni, università e ricerca scientifica, associazioni, cooperative, sindacati, camere di commercio e imprese) che, nel rispetto delle relative competenze e specificità, in un’ottica di ‘responsabilità sociale condivisa’, siano interessati a supportare la costruzione di competenze di consumo consapevole e responsabile negli alunni e le scuole costituirebbero il cuore di una eventuale innovazione culturale.

Per Informazioni 335 68 60 992 

Fonte: Centro Tecnico per il Consumo

Centri estivi, Federconsumatori: costi proibitivi per molte famiglie

Mer, 06/14/2017 - 06:04

L’estate è alle porte e numerose sono le famiglie che si apprestano a cercare soluzioni idonee per consentire ai propri figli di trascorrere le lunghe vacanze estive nel modo più pratico ed economico possibile, soprattutto considerando che molti genitori lavorano durante tutto il periodo estivo.

In tali circostanze le scelte delle famiglie sono dirette alla ricerca di Centri Estivi, che offrono un servizio a carattere socio-educativo caratterizzato da numerose attività ludiche e culturali, in grado di soddisfare tutte le esigenze economiche.

L’indagine che l’Osservatorio sulle Famiglie di Federconsumatori ha effettuato è indirizzata, principalmente, ad indagare i costi che occorrerà sostenere per usufruire dei Centri Estivi pubblici o privati.

Dai dati rilevati dall’Osservatorio sulle Famiglie, è emerso che il costo medio settimanale è pari ad Euro 156,00 per un centro estivo in una struttura privata (-1% rispetto al 2016). Il costo scende fino ad Euro 95,00 (+0,14% rispetto al 2016) laddove invece i bimbi e i ragazzi frequentino il centro estivo solo mezza giornata (fino alle ore 14:00). Bisogna considerare, inoltre, la variabile relativa al pranzo al sacco (a carico delle famiglie) oppure in mensa: qualora la famiglia provveda al pranzo al sacco ed alla merenda da casa, il costo della giornata si riduce a 75,00 Euro a bambino.

Per quanto riguarda, invece, il prezzo rilevato per i centri estivi organizzati in strutture pubbliche, il costo si aggira intorno ai 50,00 Euro per metà giornata (+0,09% rispetto al 2016), e agli 76,00 Euro per il tempo pieno (+15% rispetto al 2016). La differenza riscontrata tra pubblico e privato è dovuta a diversi fattori: oltre alle strutture che ospitano i bambini (che per i centri estivi pubblici sono perlopiù istituti scolastici) il costo varia notevolmente anche in base alla tipologia delle attività ludiche e socio-educative svolte.

Infatti, se si analizzano nel dettaglio tali attività, emerge una differenziazione di costi per ogni centro estivo: i centri estivi che offrono corsi di inglese sono prevalentemente scelti dalle famiglie che possono sostenere un costo settimanale medio di circa 262,00 Euro per bambino (+24% rispetto al 2016), mentre i centri che propongono attività sportive, quali basket, calcio, pallavolo etc., prevedono un costo settimanale medio di Euro 183,00 per bambino (+8% rispetto al 2016).

Decisamente meno costosi sono i centri estivi che presentano attività all’aria aperta, in mezzo alla natura e laboratori di teatro, danza e pittura: questi ultimi hanno un costo settimanale medio di 127,00 Euro per bambino (-18% rispetto al 2016), mentre per le giornate trascorse in fattoria o in campagna la somma si attesta intorno ai 122,00 Euro settimanali per bambino (-12% rispetto al 2016).

Alla luce di ciò, se si considera una media di Euro 624,00 mensili per ogni bambino o ragazzo per le strutture private e di 304,00 Euro per quelle pubbliche, si comprende facilmente come l’entità dei costi che le famiglie si trovano a sostenere durante le vacanze estive siano piuttosto ingenti. Per molte famiglie, in questa fase delicata, tali importi possono risultare insostenibili. Per questo, all’insegna del risparmio, nascono nuove forme di condivisione e collaborazione: “tate condivise”, che accudiscono fino a 4 bambini; genitori che programmano a turno le ferie per prendersi cura dei propri figli e degli amichetti più stretti.

Esistono, infine, anche delle formule giornaliere per chi ha bisogno di affidare il proprio figlio solo per qualche giorno: i costi variano dagli 8 Euro per mezza giornata ai 21 Euro per l’intera giornata, pasto incluso.

>> Le tabelle con i costi in dettaglio

 

Fonte: Ufficio Stampa Federconsumatori

Online il nuovo portale del Miur

Mer, 06/14/2017 - 05:58

È online il nuovo portale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), presentato in anteprima al ForumPA 2017, lo scorso 24 maggio, alla presenza della Ministra Valeria Fedeli.

Le ultime notizie sempre in primo piano, accesso facilitato a servizi, atti, normative, dati e bandi. Un calendario aggiornato con le prossime scadenze. Sono alcune delle novità del nuovo sito, che punta ad una comunicazione sempre più orizzontale con le cittadine e i cittadini ed è stato progettato tenendo conto delle abitudini di navigazione delle e degli utenti.

Il portale, interamente responsive e dunque adattabile a qualsiasi dispositivo e modalità di navigazione (desktop, smartphone, tablet) è più intuitivo e prevede una navigazione per temi e servizi che rende più facile l’accesso alle informazioni.

La ricerca è potenziata grazie all’uso dei ‘tag’, le etichette che contraddistinguono i diversi argomenti. Cambia il design, coerente con le linee guida fornite da Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale: la PA parla finalmente un unico linguaggio, anche visivo, consentendo una navigazione più agile e comoda a cittadine e cittadini.

In particolare, attraverso la home page del sito sarà possibile restare aggiornati sulle ultime notizie, navigare il portale entrando nelle sezioni relative ai quattro temi del Ministero (Scuola, Università, Ricerca, Afam), approfondire i temi in evidenza e accedere ai nostri servizi.

La nuova impostazione del portale, in un’ottica di servizio e di sempre maggiore trasparenza, rende più immediato l’accesso a dati, atti e normative, che sono fra le voci in assoluto più ricercate da chi visita le nostre pagine.

Fonte: Miur

Toscana: sequestrate dalla GdF oltre 8.000 calzature per un valore di circa 150.000 euro

Mer, 06/14/2017 - 05:54

Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno sottoposto a sequestro, presso una società di vendita al dettaglio di casalinghi ed articoli di vestiario con sede in Cerreto Guidi (FI) e sede legale in Quarrata (PT), gestita da 2 cittadini di origine cinese (di 32 e 28 anni residenti a Quarrata (PT)), oltre 8.000 scarpe, 9.500 etichette made in Italy, 4.000 scatole per il confezionamento e 40 borse, riportanti tutti segni mendaci.

In particolare, l’attività ispettiva dei finanzieri della Compagnia di Empoli ha accertato che presso un esercizio commerciale ubicato nel Comune di Cerreto Guidi (FI) erano esposte, per la vendita, scarpe recanti l’etichetta con la dicitura: “Made in Italy – Questo capo è stato prodotto interamente in Italia” mentre, all’interno del medesimo prodotto, vi era impressa la scritta “Made in PRC” e/o “Made in China”. In effetti, ulteriori più approfonditi accertamenti hanno confermato che il reale luogo di produzione di tutta la merce era il territorio cinese e che dopo l’arrivo in Italia, tramite container via mare, i responsabili dell’attività commerciale provvedevano ad apporre il falso cartellino così da trarre in inganno gli ignari acquirenti.

Le perquisizioni presso il punto vendita indagato hanno fatto rinvenire, ben occultate, altre 5.500 etichette con la falsa dicitura “Made in Italy” pronte per essere applicate indebitamente sui prodotti calzaturieri provenienti dalla Cina.
I controlli estesi anche ad un altro punto vendita di Quarrata (PT), eseguiti da Finanzieri della Compagnia di Pistoia, allertati dai militari empolesi in concomitanza con gli interventi alla sede di Cerreto Guidi (FI), hanno portato al sequestro di altri 10.000 oggetti, tra calzature ed etichette.

I due responsabili della società sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria fiorentina per l’ipotesi di reato di commercializzazione di prodotti recanti false indicazioni di provenienza o di origine (art. 517 c.p. – reato che prevede la pena della reclusione fino ad un anno o la multa fino a ventimila euro).

Sono in corso ulteriori attività di indagine per verificare che tale “modus operandi” illecito non sia stato perpetrato in diversi esercizi commerciali riconducibili ai soggetti indagati di nazionalità cinese.

Guardia di Finanza – Comando regionale Toscana

Commune di Empoli: dal 2014 oltre 800 set bébé con informazioni utili ai genitori

Mer, 06/14/2017 - 05:50

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Ogni genitore, poco dopo aver appeso il fiocco fuori dal portone, riceve un pacco che ha come mittente il Comune di Empoli. Sono più di 800 i set bebè distribuiti da ottobre del 2014 alle famiglie delle bambine e dei bambini appena nati (324 nel 2015 e altrettanti nel 2016, nel 2017 siamo a 109 a metà maggio). Questo dato testimonia la volontà da parte della Città di essere vicina alle famiglie in un momento così importante qual è la nascita di una figlia o di un figlio.

L’amministrazione comunale di Empoli, ormai da diversi anni, per sostenere i nuovi nuclei familiari, riserva ai neogenitori un kit composto da una cartellina completa di informazioni utili per accedere ai servizi e alle attività messe a disposizione dai propri uffici in città.

Si va dai consigli utili per effettuare la carta d’identità al piccolo, informazioni sull’assegno di maternità e in generale per nuclei familiari, notizie sulle vaccinazioni, indicazioni sul progetto Toscana Solidale, sul congedo di maternità, l’elenco dei nidi d’infanzia e degli spazi gioco comunali, alcune proposte di lettura per aiutare i genitori a capire e gestire l’importante momento della nascita di un bambino e poi alcuni numeri utili. Insomma, tutto il necessario per fornire una guida sia informativa che pratica che servirà da input per i genitori.

Ormai da qualche anno, è possibile anche approfittare di un buono omaggio per ritirare gratuitamente una confezione di pannolini usa e getta nelle due Farmacie Comunali, la 1 di via dei Cappuccini (tel. 0571 922356) e la 2 di via Sanzio (tel. 0571 83549).

«L’idea del set bebè nasce da un incontro avvenuto durante la campagna elettorale del 2014 in cui un ragazzo, appena diventato babbo di tre bellissimi gemelli – racconta il sindaco Brenda Barnini -, mi disse che sarebbe stato bello ricevere alla nascita di un figlio un piccolo gesto di attenzione da parte del Comune. E così abbiamo fatto. Subito dopo la vittoria delle elezioni ci siamo messi al lavoro per il “set bebè” e in questi tre anni sono state già più di 800 le famiglie che hanno ricevuto il kit contenente le informazioni sui servizi all’infanzia del Comune di Empoli, un buono sconto per i pannolini ed una lettera di benvenuto ai nostri piccoli nuovi cittadini. Vuole essere un modo per rafforzare il legame tra le famiglie e la nostra istituzione, il Comune è l’ente più vicino e a cui ci si rivolge ed è importante che fin dai primi passi della vita ci si senta accolti e inseriti nella nostra comunità».

Fonte: Commune di Empoli

Titolari di pensioni basse: guida INPS in 7 passi per conoscere i propri diritti

Mar, 06/13/2017 - 06:34

Da oggi i pensionati hanno a disposizione una guida interattiva per consultare con maggiore consapevolezza il portale INPS e scoprire eventuali trattamenti integrativi a loro dedicati.

La “Guida in 7 passi per i pensionati” suggerisce un percorso di navigazione che integra, in una sequenza logica, contenuti informativi e servizi riservati ai pensionati titolari di trattamenti previdenziali o assistenziali di importo basso.

La guida è in formato pdf con link attivi per accedere direttamente a schede prestazioni e a servizi fruibili on line con credenziali PIN, SPIDo CNS. Può essere, inoltre, scaricata sul proprio computer per consultarla off line o per stamparla.

Con l’icona “cuoricino” è possibile aggiungere questa news all’area MyINPS, in modo da poter ritrovare velocemente la guida all’occorrenza.

Fonte: INPS

Auto usate, ACI: al via il Sistema integrato a supporto di chi compra e vende

Mar, 06/13/2017 - 06:32

In che stato è davvero il tuo usato? Te lo dice il servizio ACI di “Certificazione dell’Usato”, grazie a un innovativo protocollo che prevede 115 controlli meccanici essenziali e una serie di accertamenti accessori, effettuati da addetti qualificati, in oltre 600 officine ACI Global.

Un check-up completo, al quale si aggiunge il controllo della regolarità dei principali richiami delle Case Costruttrici, è oggi un importante ed innovativo strumento a supporto della compravendita di auto.

Garantire gli acquirenti e innalzare gli standard di sicurezza del parco veicolare sono questi gli obiettivi di un nuovo servizio che offre agli automobilisti uno strumento di trasparenza nella compravendita di veicoli usati, attestando lo stato dei mezzi in base ai fattori di usura, manutenzione effettuata ed efficienza meccanica.

Il servizio “Certificazione dell’Usato” aiuta gli automobilisti ma anche aziende e concessionari – che, approfondendo lo stato reale del veicolo, possono venderlo prima e meglio – con benefici per le compagnie assicurative, che vedono scongiurati i rischi di frode.

Sulle strade italiane circolano più di 37 milioni di auto, la cui età media è in aumento e supera i 13 anni per i veicoli a benzina e i 9 anni per i diesel: il 53% delle automobili ha più di 10 anni.

Il mercato dell’usato ha chiuso il 2016 con +4,1% per le auto e +1% per le moto: ogni 100 vetture immatricolate nuove ne sono state acquistate 153 usate. Gli ultimi dati 2017 mostrano però un rallentamento (-6,2% ad aprile per le auto), a dimostrazione della necessità di nuovi strumenti per il settore.

Il sistema di garanzie può essere integrato con SaraCheckPoint, la nuova polizza auto di Sara Assicurazioni – assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia – che unisce alla certificazione sullo stato dell’auto la copertura contro successivi guasti meccanici.

Per questa formula, Sara Assicurazioni è stata premiata quest’anno dalla Federazione Internazionale dell’Automobile con l’Innovation Award.

“Il mercato dell’usato è in fermento e il Web è un canale in forte crescita – dichiara Thomas Gallucci, Direttore della Business Unit per gli Stati d’uso e i Servizi Tecnico Ispettivi di ACI Global – ma gli acquirenti necessitano di più di assistenza e trasparenza, soprattutto per i veicoli datati. Colmando il gap che divide l’Italia dall’Europa su questo fronte, abbiamo ingegnerizzato un sistema di controllo grazie alla sinergia tra Automobile Club d’Italia, ACI Global e SARA Assicurazioni”.

Fonte: ACI

Lavori sulla Fi-Pi-Li in direzione Firenze dal 19 giugno al 27 agosto

Mar, 06/13/2017 - 06:27

L’Ufficio Viabilità della Città Metropolitana di Firenze ricorda che dal 19 giugno al 27 agosto 2017 saranno eseguiti sulla Fi-Pi-Li importanti lavori di consolidamento presso la scarpata di monte al km 17, fra l’uscita di Montelupo Fiorentino (km 20) e la Ginestra Fiorentina, quindi circa 3 km dopo l’uscita di Montelupo in direzione Firenze, prima dell’area di servizio Esso.

Il cantiere interesserà anche via di Pulica (strada comunale, a Montelupo) e dovrà essere istituito un senso unico alternato regolato da semaforo per tutta la durata dei lavori per un tratto di 150/200 m che va da prima del cavalcavia della Fi-Pi-Li alla seconda curva dopo il cavalcavia. I lavori consisteranno nella realizzazione e inserimento di micropali collegati in testa da una trave, la riprofilatura della scarpata e il ripristino dello stato dei luoghi sulla viabilità comunale.

“Per tutta la durata dei lavori – avverte Massimiliano Pescini, consigliere della Città Metropolitana delegato alla Viabilità – a causa dell’allestimento del cantiere, sarà chiusa la corsia di marcia direzione Firenze. I veicoli in direzione Firenze saranno incanalati nella sola corsia di sorpasso presso il km 17 per un tratto di circa 150 m. I veicoli in direzione Mare, invece, non subiranno nessuna deviazione.  A causa della strettoia in direzione Firenze si creeranno delle file che, peraltro, sono già previste nel fine settimana del rientro dal mare ad agosto come anche in occasione delle festività”.

Sui pannelli a messaggio variabile (e cartellonistica verticale) verrà consigliata l’uscita di Montelupo o Empoli Est nel caso che la fila si allungasse per un lungo tratto. La deviazione quindi coinvolgerà la Ss 67 che attraversa Empoli/Montelupo e la Sp 12 fino a riprendere la Fi-Pi-Li a Ginestra Fiorentina.

Fonte: Città Metropolitana di Firenze

Giovanisì cerca aspiranti e giovani social media reporter

Mar, 06/13/2017 - 06:24

Si cercano aspiranti social media reporter desiderosi di fare esperienza raccontando gli eventi promossi da Giovanisì, il progetto regionale sull’autonomia del giovani. Li cerca Fondazione Sistema Toscana, braccio operativo della Regione, e la selezione è aperta a giovani tra diciotto e trenta anni a cui soprattutto piace postare foto e video su instagram o diffondere notizie a colpi di hashtag in 140 caratteri su twitter.

A distanza di dodici mesi l’opportunità è stata riproposta anche quest’anno. Per ogni evento saranno selezionate 2-3 persone a seconda delle necessità.

Per candidarsi è necessario compilare un modulo on line; la selezione rimarrà comunque aperta fino al 18 maggio 2019.

Non si tratta di un bando di concorso e l’offerta di disponibilità è libera. Ai candidati selezionati Fondazione Sistema Toscana riconoscerà comunque un contributo spese di 50 euro ad evento, nella forma di buoni acquisto “Ticket Compliments Top Premium”.

Per qualsiasi informazione chi fosse interessato può scrivere a comunicazione@giovanisì.it oppure telefonare allo 055.4385578.

>> Scarica la call e compila il form online
>> Vai alla pagina dedicata sul sito di Fondazione Sistema Toscana

Fonte: Regione Toscana

Decreto legge vaccini, circolare con prime indicazioni operative

Lun, 06/12/2017 - 05:37

Il Ministero della salute ha emanato una Circolare con le prime indicazioni operative alle Regioni e Province autonome per l’attuazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”.

La circolare ribadisce che l’obiettivo del decreto legge è di rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico, al fine di raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95%, come raccomandato dall’OMS per garantire la “immunità di gregge”. E sottolinea al riguardo, l’importanza di una stretta collaborazione tra tutte le componenti dell’amministrazione statale e territoriale, e non solo del SSN, al fine di rendere effettivo l’obbligo vaccinale e garantire il bene della tutela della salute, individuale e collettiva.

Viene ribadito quanto previsto all’articolo 1 del Decreto legge: le vaccinazioni per le quali è introdotto l’obbligo sono gratuite in quanto già incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza. E si precisa che l’obbligo vaccinale riguarda altresì i minori stranieri non accompagnati, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato.

Il recupero dei non vaccinati o dei vaccinati parzialmente, a cura delle ASL competenti, necessita di una valutazione da parte del sanitario. La ASL territorialmente competente ha un ruolo centrale nella prevenzione e nella verifica dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale e nel percorso che da tale verifica prende avvio.

>> Il documento sui nuovi obblighi vaccinali

Fonte: Ministero della Salute

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