Martedi, 13 novembre 2018
Regione Toscana

Quell'odio on line figlio di vuoti e disagio

La rete che aiuta e avvicina le persone, la rete che odia e spinge alla violenza. "Non si può dare sempre la colpa ad internet, che è solo un mezzo e uno strumento" chiarisce subito la vice presidente della Toscana, Monica Barni. Ma di quello che passa sulla rete non ci si può disinteressare: come l'uso delle parole che si fa, specchio di fenomeni e comportamenti molto più profondi. "Le parole e le cose si intrecciano e il mondo passa attraverso le parole" spiega la vicepresidente, citando da linguista De Mauro. Per poi da politica e donna delle istituzioni aggiungere: "Arginare un fenomeno come quello delle parole d'odio in rete vuol dire anzitutto conoscerlo. Acquisiti i dati e fatta una diagnosi occorre poi costruire una strategia fatta di azioni diverse, un lavoro che si intreccia con i temi della memoria ma diretto allo stesso obiettivo: informare, formare e far sì che si insinui, soprattutto nelle giovani generazioni, quello spirito critico che oggi manca".

Di odio on line si è parlato all'Internet Festival di Pisa. Ad ascoltare anche molti giovani e studenti. L'appuntamento era nella sala degli Stemmi, all'ultimo piano della Scuola Normale.